Il nemico numero uno è l’asteroide Apophis che potrebbe colpire il nostro indifeso pianeta tra 26 anni, più precisamente il 13 aprile 2036, che poi guarda caso è pure la domenica di Pasqua. I calcoli ipotizzano un cratere di 4 km x 500 metri di profondità con conseguenze catastrofiche.
Ovviamente la certezza che l’impatto avverrà non c’è, ma bisogna comunque attrezzarsi per ogni evenienza. I difensori del mondo potrebbero essere i russi, che per bocca di Anatolj Perminov (foto, corriere.it), direttore della Roskosmos (ente spaziale russo) hanno affermato di volersi buttare nell’avventura salvifica.
Perminov però si è anche rivolto alle altre agenzie spaziali mondiali dalla Nasa all’ESA fino alla cinese e all’indiana perché mai come questa volta l’unione potrebbe fare la forza, anche se i dettagli non sono stati rivelati. Si può ipotizzare l’invio di un veivolo che interagirà con l’asteroide senza distruggerlo, evitando che la sua traiettoria vada a terminare sulla Terra. “Renderemo tutto pubblico solo quando sarà definito il programma”.
Quindi? Vele solari o meglio ancora trattore gravitazionale con l’astronave che traghetta l’asteroide in un’altra traiettoria o addirittura l’imbancatura della superficie per far deviare il tragitto dai raggi solari. Tra fantascienza e realtà non resta che attendere le risposte.
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