BrainPort è una tecnologia innovativa che ridonerà la vista a chi ne è purtroppo sprovvisto in seguito a un incidente o addirittura dalla nascita. Non riaprirà un senso che si è drammaticamente chiuso, quanto aiuterà piuttosto a rendersi conto dell’ambiente circostante, aumentando la percezione dello spazio.
In parole povere dona una sorta di sistema a feedback grazie a un dispositivo posizionato sulla lingua che comunica con una videocamera indossabile tramite occhiali di sole. Dopo un breve periodo di training è possibile accorgersi di ostacoli, movimenti e pericoli. Come funziona?
Cosa c’entra la lingua con la vista? Per ora non è ancora possibile bypassare un nervo ottico magari danneggiato con un’altra parte del corpo collegata al cervello, ma con BrainPort si potrà ricreare una sorta di pseudovista con un sistema di feedback basato sulla comunicazione tra lingua e videocamera.
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La videocamera sugli occhiali cattura ciò che avviene davanti al soggetto, poi manda dei segnali alla lingua. I segnali visivi diventano impulsi elettrici di svariata intensità e modulazione, una sorta di linguaggio che parla di movimenti, distanze e dimensioni. I partecipanti al test (sia sani sia ciechi) sono stati in grado di riconoscere oggetti in netto contrasto con lo sfondo, capire la loro posizione, movimento e hanno sviluppato una rudimentale percezione di profondità e prospettiva. Insomma molto più che una semplice serie di piccole scosse alla lingua, che si è comportata da perfetto “display” sensoriale
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