Gli impianti medici sono stati utilizzati già da svariati anni nelle più svariate applicazioni. Uno dei principali problemi legati era quello dell’alimentazione, così un nuovo studio ha ipotizzato una sorgente che più naturale non si può: il cuore stesso del paziente.
I ricercatori dell’Università Georgia Tech hanno testato impianti mossi da un sistema chiamato Muscle-Driven In Vivo Nanogenerator, che sfruttano la nanotecnologia per produrre energia pulita e sicura direttamente all’interno del corpo del paziente. Vediamo come funziona questa tecnologia.
L’innovazione della tecnologia è frenata spesso dalla lenta progressione di tutto ciò che la dovrebbe supportare, l’energia necessaria all’alimentazione ad esempio. Gli impianti medici sono un caso emblematico, non si può garantire una quotidianità normale senza un sistema di alimentazione discreto e efficiente.
Così al Georgia Tech hanno testato sui ratti il sistema chiamato Muscle-Driven In Vivo Nanogenerator che lavora con nanotubi che convertono l’energia cinetica dei muscoli come il cuore in corrente elettrica attraverso l’energia piezoelettrica. Per ora, c’è da dire, il test ha riguardato un singolo nanotubo collegato a una singola unità con un risultato finale impercettibile, ma collegando in serie più unità e più nanotubi si potrebbe ottenere una quantità d’energia apprezzabile
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