La Net Neutrality è stata pprovata dalla FCC ossia dalla Federal Communications Commision, ma molti analisti fanno notare che forse è stata al contrario pesantemente ridimensionata. Di cosa stiamo parlando? Di una tematica che sembra solo “tecno-filosofica”, ma che al contrario ha molti più sbocchi sul reale di quanto si potrebbe immaginare. Basti specificare che da ora i provider non potranno più distinguere tra traffico mobile e tradizionale, privilegiando l’uno o l’altro, tuttavia ci sono diversi “ma” come le limitazioni di servizi e funzionalità aperti agli operatori.
Mentre in Italia parliamo ancora dell’annosa vicenda sul Wi-Fi Libero, negli USA la Federal Communications Commission si occupa della Net Neutrality cercando di ridimensionarla in modo profondo, grazie all’accettazione di nuove normative.
In realtà c’è stata lotta aperta con una sostanziale parità dei voti due contro due, sbloccata solo dalla preferenza favorevole nientemeno del presidente della FCC, Julius Genachowski.
Quali le decisioni? Nessuna differenza di trattamento per chi accede al web da mobile o da fisso, trasparenza degli operatori, e “sblocco dei blocchi” con l’impossibilità per i provider di fermare siti, app o servizi che fanno concorrenza. Possibilità invece rimasta intatta per i carrier mobili.
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