Julian Assange si consegna alle autorità a Londra mettendo fine alla caccia al fondatore di Wikileaks, che è accusato di stupro e per il quale era scattato il mandato di arresto internazionale. Come ipotizzato, Assange si trovava in un luogo sicuro a Londra e molto probabilmente avrebbe potuto continuare a rimanere latitante a lungo: era notizia di ieri il blocco del conto corrente svizzero, ma il numero uno di Wikileaks ha preferito terminare il periodo di auto-isolamento. In suo nome sono scattati in tutto il web attacchi hacker del gruppo Operation Payback che hanno colpito con azioni DDOS contro PayPal e PostFinance.
Dopo la corposa presentazione di documenti e di email prima sulle guerre asiatiche poi sui colloqui riservati tra le diplomazioni mondiali, il leader di Wikileaks Julian Assange era diventato sempre più scomodo e ricercato. Sulla sua testa pende un’accusa di violenza sessuale a danno di due ragazze. Qualche giorno fa anche Amazon ha chiuso le porte dei propri server.
Gli hacker di Operation Payback hanno preso d’assalto PayPal e PostFinance e lo scontro è salito così da “semplicemente” giuridico e diplomatico a – per ora – puramente online. Tornando ad Assange, si è consegnato di sua spontanea volontà questa mattina alle 10.30 a Londra e cercherà di evitare l’estradizione per le accuse di stupro rispetto alle quali si è sempre dichiarato innocente.
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