WikiLeaks rimane in vita grazie allo stato neutrale per eccellenza ossia la Svizzera: da WikiLeaks.org ormai definitivamente chiuso e bandito, si segnala l’apertura di WikiLeaks.ch che porta tutta l’ingente e scottante documentazione su server elevetici aggirando così le ultime difficoltà. La società americana EveryDNS.net aveva infatti seguito gli ordini internazionali e aveva bannato il portale e la stessa Amazon aveva chiuso le porte dei propri server. Sintomo che anche se forse le ultime informazioni diffuse non erano così sconvolgenti, quelle passate e soprattutto quelle ancora inedite preoccupano molto le nazioni.
WikiLeaks è stato lasciato alle porte anche da EveryDNS ossia la più grande società che si occupa di fornire gratuitamente un Domain Name System (DNS), dopo che in settimana anche Amazon aveva chiuso i rubinetti del servizio libero.
EveryDNS ha motivato la decisione non tanto come politica ma come gestionale visti gli ultimi attacchi informatici che hanno cercato di distruggere WikiLeaks e visti soprattutto i 500.000 altri siti web supportati dal servizio. Come già in passato, via Twitter, WikiLeaks ha aggiornato la situazione.
Dopo qualche ora di apprensione in cui WikiLeaks non è esistito, sono apparsi i mirror http://213.251.145.96/, http://46.59.1.2/ e http://88.80.13.160/ con server francesi di OVH e svedesi a Bahnhof.
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