L’anonimato in rete è dannoso e controproducente per la corretta fruizione dei servizi del web, a partire dai social network: è questo il pensiero di Randi Zuckerberg, sorella del celeberrimo Mark, direttrice del marketing del portale sociale dei record, Facebook. L’anonimato online porprio non va giù a Rendi che trova in questo una scusa e una “copertura” per un comportamento poco condivisibile. “Se si obbligasse a usare il proprio nome e cognome, gli utenti si comporterebbero meglio“.
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