Julian Assange ha lanciato l’allarme: tutti gli smartphone e i servizi più conosciuti e utilizzati spalancano porte per le intercettazioni e le violazioni della privacy. Dai vari iPhone, Blackberry e Android alla posta elettronica di Gmail. Il fondatore di Wikileaks torna a far parlare di sé con questa provocazione che va a intaccare praticamente tutta l’umanità visto che elenca beni di consumo e servizi universalmente utilizzati. “Il problema non è individuale, ma di un sistema di intercettazione di massa“, ammonisce e promette la prossima pubblicazione di Spy Files.
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