Julian Assange ha lanciato l’allarme: tutti gli smartphone e i servizi più conosciuti e utilizzati spalancano porte per le intercettazioni e le violazioni della privacy. Dai vari iPhone, Blackberry e Android alla posta elettronica di Gmail. Il fondatore di Wikileaks torna a far parlare di sé con questa provocazione che va a intaccare praticamente tutta l’umanità visto che elenca beni di consumo e servizi universalmente utilizzati. “Il problema non è individuale, ma di un sistema di intercettazione di massa“, ammonisce e promette la prossima pubblicazione di Spy Files.
Si tratterebbe di documentazione caldissima e attuale, informazioni che andrebbero a svelare i veri numeri e percentuali che stanno dietro le più importanti industrie che lavorano nell’ombra, ma che tuttavia muovono e condizionano l’economia mondiale.
Era da un po’ che non sentivamo le parole di Julian Assange, diventato famoso per le vicende di Wikileaks tanto da essere stato eletto (dal popolo) uomo dell’Anno. Questa volta la vittima è l’industria della sorveglianza elettronica che si “vende” troppo facilmente e senza scrupoli. E così per contrappasso arriveranno tutte le informazioni segrete.
Saranno in tanti a tremare e sembra che soprattutto la Francia sarà al centro della bufera, una nuova ondata di rivelazioni che interesserà anche tutto il pre e il post Primavera araba. E intanto, a proposito di privacy personale, si allarga a macchia d’olio lo scandalo di Carrier IQ.
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