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Aerei supersonici ESA nel 2040, per viaggi a Mach 5

L’ESA (Agenzia Spaziale Europea) ha sponsorizzato uno studio su aerei supersonici in grado di volare alla velocità di Mach 5 per viaggi intercontinentali davvero lampo. Con un propulsore a idrogeno liquido e una speciale carenatura senza finestrini e estremamente aerodinamica e resistente ad alte temperature, questo veivolo concettuale è per ora conosciuto come A2. E così, quando sarà passato ormai più di mezzo secolo dalla chiusura del progetto Concorde, un nuovo potente aereo supersonico potrà sfrecciare negli strati più alti dell’atmosfera, collegando il mondo in poche ore di viaggio. A prezzi, facile pensarlo, allucinanti.

Il nuovo studio sponsorizzato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) è chiamato LAPCAT che poi è acronimo della frase Long-Term Advanced Propulsion Concepts and Technologies e che si prende un così largo tempo di progettazione dato che il più grande limite non è tanto la creazione di un motore in grado di spingere il veivolo a Mach 5 quanto quello energetico. Attualmente è ancora troppo caro e quindi troppo poco efficiente ottenere così tanto idrogeno liquido.
 
Di quanto propellente stiamo parlando? Viaggiando alla velocità di punta di Mach 5.2 ossia 4000 mph ossia 6400 km/h circa, si consumano 200 tonnellate di idrogeno liquido coprendo potenzialmente un raggio di ben 19.000 km per raggiungere qualsiasi destinazione al mondo in poche ore, si potranno percorrere interi continenti in un respiro. Sarà un prestigio rivolto a soli 300 passeggeri che potranno, ad esempio, volare da Los Angeles a New York oppure da Parigi a Tokyo in meno del tempo ora necessario a recarsi da un punto a un altro all’interno di una nazione europea o di due nazioni, rispettivamente.
 

 
Così come il progetto analogo della NASA chiamato dardo verde, anche l’aereo supersonico dell’ESA dovrà reggere a temperature altissime, nell’ordine di 1800 gradi dovute alla grande forza d’attrito e dunque non baderanno troppo al sollazzo dei passeggeri, per quanto riguarda il panorama. Non ci saranno finestrini, ma verosimilmente si potrà dare un’occhiata a ciò che scorrerà sotto grazie al display con realtà aumentata.
 
L’aereo supersonico si alzerà parecchio, andando a raddoppiare se non triplicare l’altitudine rispetto ai normali voli di linea e così completare una parabola perfetta. Non mancano i problemi già alla partenza di questo progetto. Tralasciando quelli minori (anche se proprio minori non sono) dell’inquinamento dell’aria e quello acustico, sembra che il programma possa uscire di budget già nel 2013… Intanto anche la DARPA sta studiando la possibilità, con esiti non così apprezzabili.

Diego Barbera

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