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Asus Transformer Prime senza 3G: basta il solo Wi-Fi?

Asus Eee Pad Transformer Prime è stato ri-presentato a Milano ieri sera in occasione del lancio italiano di quello che debutta sul mercato nostrano con tutte le carte in regola per diventare un best-seller. I motivi sono subito apprezzabili: buon prezzo di 599 euro con inclusa la tastiera QWERTY dock agganciabile, sistema operativo Android 4 Ice Cream Sandwich, processore quad core Nvidia Tegra 3 e un ampio schermo touchscreen capacitivo multitouch da 10 pollici. Tuttavia Asus ha scelto di non integrare il modulo 3G perché considerato non necessario, suggerendo al contrario il tethering dallo smartphone per connettersi in mobilità. Ma è vero che il solo Wi-Fi è sufficiente?


E’ interessante conoscere la vostra opinione, quindi lasciando perdere momentaneamente il discorso estetico oppure della scheda tecnica di Asus Eee Pad Transformer Prime (eccola), ci interessa sapere la vostra. Possedete un tablet con il quale navigate grazie alla connessione condivisa dallo smartphone? Oppure siete legati ancora al modulo integrato per una maggiore comodità? Il motivo che ha portato Asus a togliere il modulo è abbastanza chiaro.

Si è infatti deciso di togliere il modulo e di puntare unicamente sul Wi-Fi come strumento per collegarsi in rete in due modi il primo è attraverso un hot-spot gratuito, la rete di casa o ufficio insomma qualsiasi collegamento senza fili disponibile. In mobilità si dovrà dunque chiedere l’ausilio dello smartphone connesso, con condivisione della rete via hot-spot Wi-Fi. D’altra parte Asus ha commentato che i potenziali acquirenti del tablet verosimilmente avranno anche un cellulare in grado di condividere la connessione. Ma è vero o è solo una giustificazione?

Di sicuro Asus avrà fatto bene i propri conti e avrà dato un’occhiata ai dati di vendita dei precedenti modelli e di quelli dei rivali scoprendo che il segmento dei modelli 3G+Wi-Fi non è così importante anzi riguarda una fetta piuttosto esigua del totale. Usare Internet in mobilità su un tablet è una prerogativa dunque più professional che consumer?

La scelta ha anche valenza economica nel senso che così si risparmia una manciata di euro in produzione e molti più euro sul prezzo finale (spesso assai gonfiato per la presenza del modulo 3G). C’è da scommettere che la mossa di Asus sarà seguita da diversi altri produttori, per abbassare un po’ i costi a discapito però di una completezza tecnica che rischia di sparire gradualmente. Fateci sapere la vostra.
Diego Barbera

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