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Il grillo giurassico ritorna a frinire dopo 165 milioni di anni [AUDIO]

Che suono produceva il grillo del Giurassico, 165 milioni di anni fa? Solo i dinosauri potrebbero saperlo, ma attualmente non sono reperibili per rispondere e così gli scienziati di USA e Cina hanno lavorato a un progetto in collaborazione. Hanno studiato un fossile di un insetto preistorico chiamato Archaboilus musicus, del tutto simile a un grillo moderno, la cui struttura è rimasta del tutto intatta, dalle ali alle zampe (vedi sotto). Di conseguenza è partita la sfida: e se si riproducesse il suono emesso dal suo frinire?

Con le tecnologie moderne tutto ciò è possibile. Questi insetti producevano (e lo fanno ancora i loro pronipoti) un suono sfregando ali e zampe, con il cosiddetto plettro, che rendeva la procedura simile al suonare di un violinista. Nel fossile dell’Archaboilus musicus, queste strutture sono rimaste intatte e dunque è stato possibile carpirne il suono prodotto.
 
L’entomologo Fernando Montealegre Zapata dell’University of Bristol, ha studiato suoni e metodi di comunicazione tra gli insetti viventi osservando la loro struttura fisica e soprattutto rimanendo ore a fissarne i comportamenti e le abitudini. Il suo primo pensiero davanti al fossile è stato: “Potremmo riprodurre il suo frinire?“. La risposta è ovviamente positiva.
 

 
Grazie a una precisa e attenta osservazione al microscopio, il dottor Zapata ha misurato il probabile “output” utilizzando le specie viventi come metro di paragone, per colmare i gap. Secondo quanto ricavato, il grillo giurassico era sì musicale, ma più discreto dei suoi pronipoti, 6.4 kilohertz. Il motivo è molto semplice: doveva servire ad attrarre partner ma non i potenziali predatori che nel Giurassico abbondavano. “Già nel Giurassico producevano suoni adorabili e puri per competere per una compagna“, spiega Mike Ritchie dell’University of St Andrews.
 
Curiosi di scoprire questo suono? Alzate il volume nelle casse e visitate questa pagina.

Diego Barbera

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