La fotocamera digitale che scatta foto con le dita, in un modo cartoonistico, è il nuovo concept che sta scaldando il web. A volte grandi idee nascono da spunti forse estremi per la loro semplicità o apparente impossibilità a essere realizzate. Eppure grazie alla tecnologia si stanno davvero passi da gigante. Avete presente il gesto che compiono fotografi, operatori e registi per simulare la vista di un’inquadratura? Si mettono pollice e indice ad angolo retto e si uniscono andando a formare una sorta di rettangolo. Poi ci si guarda dentro. Ebbene, c’è chi ha trasformato questo gesto in un prototipo di fotocamera.
Come funziona? Il progetto Ubi-Camera (questo il nome ufficiale) si basa appunto su questo gesto per formare una sorta di fotocamera digitale sul serio (intesa infatti come relativa alle dita) che sfrutta piccoli comandi gestuali. Sviluppata dall’Institute of Advanced Media Arts and Sciences in Giappone, in realtà si basa su un piccolo dispositivo da indossare su un dito, come una sorta di anello hitech per il polpastrello.
Si deve applicare all’indice e successivamente si posizionano le dita come vi abbiamo descritto poche righe fa. Una volta scelta l’inquadratura, si compie una leggera pressione con il polpastrello e si aziona così l’otturatore fotografico che salva un’immagine. E per zoomare? Basta avvicinare o allontanare il rettangolo di dita dal proprio viso, proprio come i movimenti di macchina simulati dai registi prima di una scena.
Inutile specificare che questo concept o meglio dire prototipo è ancora in fase avanzatissima di studio e dunque è ancora prematuro pensare a una sua commercializzazione in tempi brevi. Più semplice se rimarrà un prototipo oppure se al contrario potrà essere preso da spunto per dispositivi del futuro. L’idea non è male, come testimoniato dal video in testa all’articolo che parla appunto di Ubi-Camera.
A proposito di fotocamere digitali molto particolari, vi abbiamo parlato qualche giorno fa di quella progettata dal MIT di Boston che permette letteralmente di aggirare gli angoli. Come? Con l’aiuto di un laser, che crea luce che rimbalza sulle pareti, che colpisce l’oggetto nascosto e che ritorna poi sulla parete e da qui all’obiettivo della fotocamera. Un progetto affascinante.
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