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Yahoo VS Facebook, il social network non viola i brevetti

Yahoo! ha sguainato la spada in direzione di Facebook dichiarando guerra sul fronte brevetti. Il caso è passato in tribunale che deciderà se il social network ha effettivamente violato la proprietà intellettuale su tecnologie legate alla pubblicità online. Facebook, dal canto suo, accusa il motore di ricerca di mancanza di stile. Il portavoce ufficiale del portale di Mark Zuckerberg, Jonathan Thaw ha commentato: “Siamo venuti a conoscenza del procedimento legale per mezzo stampa e ci spiace molto visto che da lungo tempo Yahoo! è nostro partner, potevano agire in altro modo“. La controrisposta di Yahoo!: “Non abbiamo avuto altro modo di agire se non quello legale“.


La guerra dei brevetti non riguarda solo il settore hardware come ad esempio con i numerosissimi casi intentati da Apple ad esempio con Samsung, ma anche con HTC e in precedenza con Nokia (che però è costata una salatissima sconfitta). Con la causa legale tra Yahoo! e Facebook, la guerra di brevetti passa anche al lato software, in questo caso riguardo il settore dell’advertising, dove un tempo il motore di ricerca americano dominava.

Ma nel calo complessivo e pesante di Yahoo!, anche questo ramo si è leggermente seccato e così si tenta una delle ultime spiagge ossia la causa legale per violazione di brevetti. Sarebbero dieci, tutti legati ai sistemi pubblicitari via Internet. Un campo dove Facebook ha sempre agito con una certa cautela, visto che sin dall’inizio Mark Zuckeberg non voleva che la propria creatura cedesse al fascino della pubblicità.

Ora la palla passa al tribunale federale di San José, in California, che deve giudicare se è legittima la richiesta di Yahoo!, ma di quali brevetti si tratta? Sono legati a tecnologie come quelle che riescono a riconoscere l’utente e le proprie preferenze così da associare pubblicitarie personalizzate e in tono con l’utente stesso. Rispetto al lato hardware, però, quello dei brevetti sui software ha un confine più fragile e meno solido, sarà difficile per Yahoo! averla vinta.

Inoltre Facebook ha una certa esperienza in quanto a cause legali, basta leggere il libro oppure guardare il film (premio Oscar) dedicato alla creazione di Mark Zuckerberg per capire subito che sin dai primi tempi il giovane informatico californiano si sia fatto le ossa con denunce e accuse di plagio e di violazione di proprietà intellettuale. Avrà la meglio anche questa volta, magari pagando un’ingente somma per mantenere la situazione sotto controllo?
Diego Barbera

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