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App per smartphone per riconoscere il Parkinson e per scegliere sogni

Negli ultimi giorni sono state presentate due interessanti applicazioni per smartphone che si dedicano al benessere e alla salute. Quella realizzata dall’Università di Bologna ha una valenza più medica visto che si occupa del monitoraggio dell’equilibrio degli utenti, soprattutto anziani, per poter andare a riconoscere i primi sintomi e i primi segnali del Morbo di Parkinson. La seconda è più frivola nell’intento, ma è stata confezionata con la stessa rigorosità e serietà della prima. Si chiama Dream:ON app e permette di favorire i sogni, non di certo di indurli con sicurezza, ma per spianare la strada e avere buone possibilità di viverli. Scopriamo come funzionano.


C’è un presupposto molto importante da sottolineare, che è indispensabile comprendere per apprezzare il vero valore di queste applicazioni. Gli attuali smartphone, soprattutto quelli di alto range, possono sfruttare processori potenti (fino al quad core), sistemi operativi flessibili, sensori evoluti e componenti completi. Grazie a questa dotazione, possono insomma muoversi in una grande varietà di direzioni verso funzionalità evolute. Così, possono andare a emulare macchinari e dispositivi ben più costosi, ingombranti e difficili da usare. Un caso su tutti: gli smartphone sulla ISS per esperimenti e misurazioni.


Ed è proprio grazie a questi sensori che lavora l’applicazione dell’Università di Bologna, presentata anche sulla rivista scientifica internazionale Gait & Posture. Con accelerometri, giroscopi e sensori di posizione, è possibile percepire tremolii e misurare l’equilibrio di una persona, così da comprendere ciò che l’occhio nudo non può vedere. Si dedica soprattutto a un pubblico maturo, anziano meglio, così da prevenire eventuali rischi di caduta o meglio ancora scompensi dell’equilibrio. Uno dei test è quello di alzarsi da una posizione seduta, camminare per qualche passo e poi ritornare a sedersi al punto di partenza. Un report informerà sulla prova. Questa app nasce per modelli con OS Android, ma presto potrebbe uscire anche per iPhone.

Percorso inverso per Dream:ON app che nasce per iPhone, ma presto uscirà anche per Android. Cosa fa? Prova a veicolare i sogni, cercando di offrire una sorta di “scelta” all’utente tra quattro sogni come una passeggiata nel bosco oppure su una spiaggia. Come funziona? Grazie ai sensori e al microfono, percepisce quando si è entrati nella fase REM (più profonda, quando si sogna) e riproduce suoni molto delicati e a basso volume per favorire il sogno. Poi quando si esce dalla fase REM si viene svegliati in modo sempre molto leggero e si potrà registrare un memo vocale sull’esperienza, poi eventualmente da condividere online sulla piattaforma Bank Dream. E’ un’idea del professor Richard Wiseman dell’Università dell’Hertfordshire presentata in occasione dell’International Science Festival di Edimburgo. Funziona? Fateci sapere.
Diego Barbera

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