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L’algoritmo di Google utile anche nella lotta contro il cancro

L’algoritmo di Google, quello che sta alla base del motore di ricerca più famoso al mondo, potrebbe essere utile anche per la lotta contro il cancro. Non è una malsana idea di qualche bizzarro autore di libri di fantascienza quanto l’esito di una ricerca dell’Università Tecnologica di Dresda in Germania. Utilizzando l’algoritmo che garantisce a Mountain View di indicizzare e ordinare le pagine web per pertinenza e autorevolezza, i medici sono riusciti a ritrovare più facilmente i marker tumorali, degli indicatori che – se trovati con un certo anticipo – possono portare a diagnosi precoci della malattia e dunque a garantire una lotta più mirata e con più possibilità di poter trattare meglio il tipo di cancro riscontrato.


Una bella storia quella che arriva dalla Dresden University of Technology in Germania che ha utilizzato l’algoritmo alla base di Google per andare a ordinare e analizzare oltre 20.000 proteine secondo una rilevanza genetica per studiare la progressione del tremendo cancro al pancreas (come quello di Steve Jobs) e trovando riscontro di sette di queste proteine che possono aiutare a diagnosticare l’aggressività di ogni singolo caso. Come conseguenza, si può poi andare a organizzare un trattamento strettamente personalizzato e più efficace rispetto alle metodologie attuali, gli standard.

Questi marker sono stati individuati sfruttando appunto l’algoritmo di Google, che va ad analizzare milioni anzi miliardi di pagine web decidendo quale premiare e posizionare in prima posizione nei risultati per una determinata ricerca specifica, quale al secondo, al terzo e così via. Insomma, si è sfruttata questa tecnologia che permette di stilare classifiche basate su diversi fattori tra cui il numero di link ricevuti e dunque all’interconnessione tra pagine web, la pertinenza, la presenza di determinati elementi e parole chiave e così via. Da Internet alla medicina, il passo è stato più breve di quanto si potrebbe immaginare.

Allo stesso modo, i ricercatori hanno passato in rassegna il ranking delle proteine andando a dare più peso a quelle che mostrano più interazioni e sembrano fulcro di una sorta di network vero e proprio, come siti. Così è stato possibile isolarne 7 su 20.000 che giocano un importante ruolo nell’evoluzione del cancro. Ovviamente la ricerca è ancora a uno stato non evoluto e necessiterà di ulteriori studi e applicazioni, ma è già un buon inizio, ecco tutte le notizie di medicina e tecnologia.
Diego Barbera

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