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Categories: GoogleSocial Media

Google Doodle per Alan Touring con il logo da decodificare

Alan Touring è il protagonista di uno dei migliori Doodle mai prodotti da Google. E ci mancherebbe altro: quello che viene considerato il padre dell’informatica è celebrato nel migliore dei modi a cento anni tondi dalla nascita con un logo personalizzato e interattivo tutto da decifrare. Non appena si apre Internet non si capisce bene a cosa ci si trovi di fronte né come ci si deve comportare. Il senso del Doodle è quello di decodificare la parola Google, appunto, utilizzando solo il codice binario dunque o l’uno o lo zero andando a simulare la macchina di Turing, l’antesignano dei moderni computer che andava a obbedire a istruzioni predefinite.


Alan Touring è dunque celebrato nel migliore dei modi con un Doodle da pasticciare un po’ come era già avvenuto qualche settimana fa nel caso del che rendeva omaggio al sintetizzatore per Robert Moog con la possibilità di creare un vero e proprio suono da zero e andarlo a manipolare e modificare per poi salvarlo e condividerlo online sul social network di casa, Google+. In questo caso tutto nasce e cresce nel logo stesso, che si può utilizzare per mettere alla pratica un po’ di informatica spiccia e decodificando la parola Google, andando a simulare il funzionamento della macchina di Turing.

Alan Touring era infatti nato proprio 100 anni fa il 23 giugno 1912 a Londra e nel corso della sua brevissima vita ha imperniato ciò che poi sarebbe stato il mondo dell’informatica e la sua evoluzione. Nel corso della seconda guerra mondiale fu impegnato dall’Inghilterra come matematico al servizio della difesa per andare a decrittare le comunicazioni protette che arrivavano dalla Germania, per comprendere i messaggi in codice che passavano tra i vari gradi dell’esercito e della diplomazia dell’Asse.

Il suo lavoro a Bletchley Park fruttò la “fine” della celeberrima macchina Enigma (che non molti anni fa era stata messa in vendita su eBay, un modello ancora funzionante) visto che “smontò” la tecnica dietro questo strumento che criptava i messaggi grazie al cosiddetto metodo della bomba, ossia una macchina elettromeccanica. Purtroppo la sua esistenza fu estremamente breve dato che morì suicida all’età di 41 anni anche a causa della persecuzione personale che subì in quanto omosessuale. Qualche anno dopo la scomparsa, nel 1966, fu ideata la Association for Computing Machinery (ACM), un premio che va a isolare personalità di spicco nel campo dell’informatica, dei sistemi intelligenti e dell’intelligenza artificiale.
Diego Barbera

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