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S-Voice di Samsung Galaxy S3: grandi potenzialità ma rimandato [VIDEOTEST]

Stiamo testando Samsung Galaxy S3 e abbiamo subito voluto raccontarvi di una delle sue applicazioni più particolari e caratteristiche ossia S-Voice. E’ l’assistente vocale evoluto e intelligente che permette di utilizzare (quasi) tutte le funzionalità dello smartphone Android semplicemente utilizzando la voce. E’ un’alternativa di qualità a Siri sviluppato da Apple montato su iPhone 4S, dalla quale si differenzia per via del supporto nativo alla lingua italiana, che sul modello di Cupertino non si vedrà ufficialmente prima del prossimo autunno. Qui sopra potete dare un’occhiata a tutto ciò che si può fare con S-Voice, che rende possibile agire su una numerosa serie di attività semplicemente con la voce. Vi anticipiamo subito il responso: le potenzialità sono enormi, ma per ora è rimandato.

Samsung Galaxy S3 ha debuttato nel fine mese di maggio come il più evoluto smartphone della famiglia Galaxy, grazie alla scheda tecnica che include il sistema operativo Android 4 Ice Cream Sandwich, un processore quad core e una serie di componenti evoluti come la fotocamera da 8 megapixel con videorecording Full HD e il chip NFC per la comunicazione sicura a breve raggio. Ma per quanto riguarda il lato software spicca la presenza di S-Voice ossia l’assistente vocale che permette di agire sul dispositivo in modo piuttosto naturale ossia con la voce. Nel video qui sopra è spiegato tutto, viene illustrato il funzionamento e tutte le attività che si possono completare.
 
S-Voice si può attivare premendo due volte il pulsante home oppure pronunciando la frase “Ciao Galaxy” dalla schermata di sblocco, ma solo se lo si era specificato nelle impostazioni. Vi sconsigliamo questa seconda opzione se volete far durare la batteria il più possibile, visto che i consumi aumentano. Oppure basta premere l’icona nel menu. Si aprirà un menu con visualizzazione delle conversazioni stile SMS e la voce del software si metterà a disposizione. Per lanciare un comando è necessario premere il pulsante microfono oppure pronunciare sempre la frase magica “Ciao Galaxy”. Affinché l’app funzioni, è necessario che il telefono sia connesso al web sia via Wi-Fi sia tramite traffico dati.
 
Il software è veloce e comprende molto bene ciò che si pronuncia, il consiglio è quello di essere il più semplici possibile. Dunque ad esempio si può dire “Prendi nota” oppure “Scrivi messaggio” o ancora “Naviga verso” così come “Accendi Bluetooth” oppure “Apri Angry Birds” o “Apri calcolatrice“. Insomma, più si è sintetici più il risultato sarà preciso. E’ importante non parlare prima che S-Voice termini la contro-domanda e il pulsante si sia acceso oppure l’indicatore sonoro abbia emesso il “ting”. Ogni tanto l’app va in tilt ed è necessario chiuderla (dalla homepage, tenere premuto il tasto home e chiudere S-Voice) e spesso registra errori di connessione al server.
 
I problemi nascono con determinate azioni, come ad esempio la sveglia che è l’attività più difficile da impostare e alla fine sembra impossibile specificare un’ora del mattino visto che di default comprende solo orari pomeridiani. Inoltre ha qualche momento di disorientamento ad esempio invece che pronunciare “Mi” ti sorprende con un “Mille-e-uno” interpretandolo come un numero romano. Ma sono “peccati di gioventù” che saranno probabilmente risolti con i futuri aggiornamenti. Per il resto è preciso e veloce, rimane però un dubbio che abbraccia anche il rivale Siri di Apple. Questi assistenti vocali sono ideali durante la guida in auto o in generale mentre non si ha la possibilità di guardare direttamente lo schermo, sono perfetti. Senza dimenticare le persone ipovedenti o non vedenti. Ma in generale sembra che il gioco non valga la candela, in definitiva è sempre più veloce percorrere le vie tradizionali e dunque sfruttare i pulsanti con le dita, le tastiere virtuali e quant’altro. Insomma, per ora è rimandato, anche se di certo è una risorsa in più che male non fa.

Diego Barbera

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