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Occhiali hitech: anche Apple e Olympus al lavoro

La presentazione di Google Project Glass, ossia degli occhiali tecnologici da Ropocop, ha scatenato l’ammirazione dei fan per un progetto che sembra uscito da un film di fantascienza, ma soprattutto ha stimolato il lavoro di progettazione di dispositivi simili da parte delle società concorrenti. Tra queste spicca ovviamente Apple che sembra aver depositato un misterioso brevetto a proposito di una tecnologia conosciuta come “Peripheral treatment for head-mounted displays” che si riferisce appunto a uno schermo da applicare a un supporto per il capo, ma non c’è niente di ancora fisico e tangibile. Discorso diverso per la giapponese Olympus che ha già messo sul piatto un prototipo in parte funzionante.

Secondo le voci di corridoio che giungono dalla Silicon Valley, la società più ricca al mondo (con un patrimonio pari al prodotto interno lordo di una nazione come il Belgio), ossia appunto Apple sta lavorando a un progetto interessante, un paio di schermi da applicare a supporti simili a occhiali. Il brevetto registrato -Peripheral treatment for head-mounted displays – permetterà di proiettare sulle lenti un display che dovrebbe funzionare probabilmente in un modo del tutto simile a quello di Google Project Glass, gli occhiali hitech recentemente svelati da Mountain View al meeting Google I/O.
 
Ovviamente un brevetto non significa che il progetto sia in prima fila tra gli obiettivi di Apple e allo stesso tempo se fosse confermata la bontà dell’indiscrezione si dovrà necessariamente attendere un lungo periodo prima di poter vedere un prodotto del genere in commercio. Discorso diverso per la società nipponica Olympus, che ha già mostrato un prototipo funzionante. Si tratta di MEG4.0, un sistema che permette di connettersi agli smartphone attraverso la connessione Bluetooth senza fili e serve sostanzialmente come un display secondario che fa da sponda per visualizzare le informazioni in modo innovativo.
 
MEG4.0 è in effetti un dispositivo diverso da Google Project Glass e dal brevetto Apple perché non sfrutta realtà aumentata o particolari connessioni al web ma funziona come accessorio per i cellulari. Monta un display a risoluzione QVGA ossia 320×240 pixel (piuttosto bassa a dirla tutta) e monta una batteria che, se tenuto acceso il device per 15 secondi ogni 3 minuti, durerebbe 8 ore a piena carica. Potrebbe funzionare anche come accessorio per la navigazione GPS per mostrare le direzioni mentre si sta camminando. Idee interessanti, rimarrà un mercato di nicchia?

Diego Barbera

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