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Trattato Acta bocciato sonoramente dal Parlamento europeo, il Web esulta

Esulteranno gli Anonymous per la decisione del Parlamento Europeo che ha bocciato in modo netto e incontrovertibile il Trattato Acta che così non potrà mai diventare legge in alcuno stato membro dell’UE. E’ una decisione storica per due motivi: il primo è che il Parlamento ha finalmente utilizzato il potere di decidere in ambito di trattati commerciali internazionali. Il secondo è che si è seppellito sotto un mare di no (478 in totale) un trattato che, nato per proteggere le proprietà intellettuali, poteva facilitare l’abuso di potere e limitare le libertà civili dei cittadini europei, un ordinamento pericoloso in quanto contraddittorio sul piano istituzionale. Viene accolta così anche la voce del Web con una petizione di ben 2.8 milioni di firme. Ma cosa significa Acta e perché era così pericoloso? Facciamo un po’ di chiarezza.


Frotte di cybercriminali hanno attaccato in massa i siti governativi e istituzionali dell’Unione Europea (UE) all’inizio del 2012 e il motivo è molto semplice: la firma del trattato ACTA del 26 gennaio. Il collettivo degli Anonymous – non del tutto unito su questo fronte, c’è da specificare – ha così preso d’assalto diversi siti e portali a scopo dimostrativo, rivendicando poi subito le azioni attraverso i canali ben noti dai social network ai blog. Ma perché gli Anonymous hanno attaccato l’UE? Che cosa significa ACTA e cosa comporterebbe?

In realtà buona parte degli attacchi non ha avuto un effetto eccessivamente pesante e soprattutto permanente, insomma non si è entrati nei database interni né si è modificato il layout o i contenuti. Al contrario, come spesso è accaduto con gli Anonymous, si è limitato a visitare in massa i siti come quello del Parlamento Europeo che, subissato di richieste, è caduto offline rimanendo irraggiungibile per diverse ore. La rete interna del Parlamento europeo ha continuato a funzionare senza problemi, come racconta Jaume Duch. Pochi minuti dopo è arrivata la rivendicazione ufficiale sia attraverso i vari canali di Twitter sia su Facebook dove si motiva l’azione con la firma che la Commissione Europea ha apposto al trattato ACTA di ieri a Tokyo contro la contraffazione e il non rispetto del copyright. Ma perché proprio il Parlamento? Perché manca la sua approvazione e c’è già chi si dissocia come il relatore, l’eurodeputato socialista francese Kader Arif, denunciando una scarsa trasparenza.

Ed è proprio qui che si entra nel vivo della vicenda, perché gli Anonymous protestano? Partiamo da quanto afferma Arif che afferma che l’accordo ACTA comporta molte conseguenza visto che nasce per combattere la contraffazione di prodotti, marchi, servizi e co. ma che rischia di limitare notevolmente le libertà civili, aggravando di responsabilità i provider. Ma cosa significa ACTA, dunque? ACTA è il trattato internazionale Anti-Counterfeiting Trade Agreement ed è stato firmato ieri a Tokyo anche dall’Unione Europea che si è associata a Australia, Canada, Corea del Sud, Giappone, Marocco, Nuova Zelanda, Singapore e Stati Uniti. Seguendo l’onda lunga dei tanto contestati (e rinviati) SOPA e PIPA, permette una maggiore collaborazione internazionale contro chi non rispetta il copyright, con strumenti di cooperazione. Ma il rischio è sempre quello: troppi poteri che possono causare una censura pesante e incontrollabile, soprattutto indiscriminata. Insomma, come al solito si parte da una base legittima ma si rischia il tracollo in caso di abuso di potere. E soprattutto all’interno dell’insieme dei paesi coinvolti non troviamo le nazioni tradizionalmente più coinvolte nel fenomeno della contraffazione come Cina, Brasile e altri paesi del Sud-Est asiatico.
Diego Barbera

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