Staordinario Doodle di Google per il 46esimo anniversario dalla prima messa in onda di Star Trek, che infatti debuttò l’8 settembre 1966 sulla NBC. Il logo si trasforma nel punto di partenza di una storia animata da completare cliccando sugli elementi sullo schermo. Tante sequenze da sbloccare col mouse, seguendo i consigli che appaiono direttamente: vengono colorate infatti le parti da cliccare. Dopo aver completato tutta la storia si può assistere alla partenza dell’astronave Enterprise nel firmamento a comporre finalmente la scritta Google. Un Doodle imperdibile per gli appassionati di Star Trek così come ciò che vi aspetta dopo il salto, una selezione dei gadget di Star Trek poi diventati – sorprendentemente – realtà.
Durante Star Trek: The Next Generation è possibile osservare un largo uso di speciali schermi di controllo tattile chiamati PADD ossia personal access display devices. Be’, la somiglianza con i moderni tablet come iPad è decisamente evidente.
La celeberrima Uhura, indossava un gigantesco accessorio da applicare al padiglione auricolare per le comunicazioni interne all’Enterprise. Un po’ come un auricolare Bluetooth moderno per cellulari.
I Tricorders sono oggetti portabili utilizzati dalla truppa di Star Trek per una serie di funzionalità soprattutto scientifiche come scansioni, analisi di dati e registrazioni. La società Vital Technologies ne ha intenzionalmente preso spunto con il dispositivo TR-107 Mark 1, utilizzato per esperimenti e rilevazioni e venduto in 10.000 esemplari.
Un classico della fantascienza che è ormai entrato nella quotidianità: i comandi vocali che ormai rendono possibile controllare smartphone come Android e come iPhone, ma anche le automobili di ultima generazione. E’ la vera rivoluzione hands-free.
La filosofia della rete GPS, lanciata nel 1995 con 27 satelliti orbitanti intorno alla Terra, era stata abbozzata 30 anni prima in Star Trek. I protagonisti potevano infatti geolocalizzarsi con precisione e a distanza, come oggi è reso possibile anche con un cellulare da poche decine di euro.
Ok questa è l’innovazione meno diffusa e ancora in via di sviluppo. Tuttavia se lo speciale lettino per le diagnosi del Dr McCoy poteva aiutare nell’individuazione delle patologie, il prototipo dell’Università di Leicester ne prende spunto con osservazioni dei dati.
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