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Wi-Fi gratis in hotel: Italia pecora nera in Europa

Il Wi-Fi gratis in hotel dovrebbe essere un servizio incluso e offerto pure col sorriso da parte dei gestori degli alberghi. Eppure, a tutt’oggi, trovare strutture con Internet senza fili gratuito non è così semplice, visto che ci si trova davanti spesso a tariffe orarie assurde e inconcepibili oppure – peggio ancora – a disponibilità del Wi-Fi tenuta nascosta quasi come se fosse un qualcosa da centellinare. Una recente inchiesta di HRS (portale specializzato in viaggi d’affari) ha analizzato a campione il rapporto tra Wi-Fi gratis o a pagamento e strutture alberghiere del Vecchio Continente e non sono mancate sorprese. O meglio, sorprese e conferme: la Turchia è il paese con la più alta percentuale di alberghi con servizio offerto mentre l’Italia, guarda un po’, si piazza al penultimo posto davanti solo al Portogallo. Per quanto riguarda il costo orario – a parte la conferma che nei 5 stelle è più caro – siamo al nono posto dei più cari con circa 3,5 euro contro i 52 centesimi della Lituania. Ma perché gli albergatori considerano il Wi-Fi gratis come un “minus” e non un “plus”? Forse, sta tutto qui il fulcro del discorso.


Mediamente, due hotel europei su tre offrono la navigazione gratuita e senza fili in camera (o comunque nella hall). In questa prima speciale classifica, comanda la Turchia con un 84.70 per cento di strutture “gentili”, mentre da noi i numeri sono decisamente più antipatici con un 53% che ci piazza davanti solo al Portogallo, fanalino di coda con il 43%. Il podio è formato invece dalla Svezia all’82.3% poi la Polonia all’80.50% per la medaglia di bronzo. Scorrendo in basso si trovano nazioni nordeuropee – ormai più civilizzate in senso 2.0 – con in successione Olanda, Norvegia, Belgio, Danimarca, Repubblica Ceca, Russia, Finlandia, Ungheria, Germania e finalmente si scende con l’Austria. La Francia e la Spagna non se la passano poi tanto bene, sono poco più sopra noi con rispettivamente 57.7% e 56.8%. Ecco il ranking completo:
1 Turchia 84,70%
2 Svezia 82,30%
3 Polonia 80,50%
4 Olanda 77,40%
5 Norvegia 75,30%
6 Belgio 74,60%
7 Danimarca 74,40%
8 Repubblica Ceca 73,90%
9 Russia 71,60%
10 Finlandia 67,20%
11 Ungheria 66,40%
12 Germania 66,36%
13 Austria 63,48%
14 Regno Unito 62,60%
15 Svizzera 61,80%
16 Francia 57,70%
17 Spagna 56,80%
18 Grecia 55,20%
19 Italia 53,00%
20 Portogallo 43,70%


Per quanto riguarda il costo orario, emerge che i 5 stelle presentano i costi più alti (7.84 euro all’ora), mentre la media continentale è di 2,89 euro all’ora. Ancora una volta siamo sopra la soglia (in questo caso, in negativo) con 3,48 euro all’ora. La Repubblica Ceca è la più cara con 5.1 euro all’ora. La Spagna è poco più economica a 4.18 euro all’ora, poi Irlanda e Regno Unito a 4.12 e 3.93 euro all’ora. Noi siamo noni, meno cari di Francia e Germania ma più dispendiosi dei paesi dell’Est e del Nord Europa. Ecco la classifica:
1 Repubblica Ceca 5,10
2 Spagna 4,18
3 Irlanda 4,12
4 Regno Unito 3,93
5 Olanda 3,88
6 Belgio 3,67
7 Germania 3,62
8 Francia 3,49
9 Italia 3,48
10 Austria 3,25
11 Turchia 3,22
12 Polonia 2,75
13 Portogallo 2,58
14 Croazia 2,49
15 Grecia 2,29
16 Lussemburgo 2,23
17 Ungheria 1,63
18 Svizzera 0,71
19 Bulgaria 0,67
20 Lituania 0,52


Che conclusioni possiamo trarre da queste classifiche. “Internet gratis è un servizio sempre più richiesto da parte degli ospiti degli hotel – afferma Angelo Panzaniello, Head of Hotel Solutions di HRS Italia – non si può prevedere un futuro con sempre più smartphone e tablet, ma senza connessione wireless gratuita. Molte strutture hanno già compreso l’importanza di questo servizio“. Ma molte purtroppo no: anzi, si tiene a considerare il costo – per altro esiguo sia in termini di abbonamenti sia di accessori – per offrire il Wi-fi come una spesa inutile quando al contrario può essere determinante per la scelta, o meno, di una struttura rispetto a un’altra. E non dimentichiamo la portata del segnale: ci sono tantissimi hotel che offrono sì il Wi-Fi, ma “prende” solo nei piani bassi oppure nelle stanze più vicine ai vari access-point. Finalmente in Italia è stato tolto il peso della richiesta dei dati personali e si è dato il via libera alla diffusione delle reti senza fili, ma ora tocca ai gestori fare il passo decisivo.
Diego Barbera

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