L’estate si avvicina e i condizionatori sono i prodotti più cercati per la bella stagione: tutti i grandi magazzini d’elettronica sono pronti a stampare volantini su volantini di offerte e promozioni con prezzi accattivanti e però – allo stesso tempo – parole e tecnicismi che forse sono sconosciute ai più. Ad esempio: che differenza c’è tra i modelli inverter e quelli portatili, senza unità esterna? E conviene acquistare un esemplare a risparmio energetico oppure si può optare per quello semplicemente più economico? Diamo un’occhiata a una sorta di raccolta di informazioni e consigli pratici per scoprire come e cosa comprare.
Come decifrare le sigle presenti sulle etichette? Le classi di efficienza energetica a freddo indicano il consumo elettrico: si possono trovare leggendo l’etichetta energetica obbligatoria per legge a partire dal 2004. La capacità di raffreddamento vengono espresse col rapporto Btu/h o kW: più questo valore è alto più è alta la potenza erogata e dunque il consumo energetico, tuttavia è sempre meglio scegliere una classe alta di consumo energetico, per ridurre le spese. Ecco una legenda:
AA: ottimo
A: buono
B: medio/buono
C: medio
D: mediocre
E: basso
F: molto basso
G: bassissimo
Sempre sull’etichetta è bene cercare la presenza di certificazioni energetiche che garantiscono efficienza e risparmio. Si cerchi ad esempio Eurovent, ISO9001, ISO14001 o CE. Sempre sull’etichetta è presente un indice chiamato EER che determina l’efficienza, più è alta meglio è. Quale condizionatore consuma di meno? Le classi più alte – ovviamente – AA, A e B che solitamente sono anche Inverter e erogano la potenza in modo modulante ossia solo quella necessaria a raggiungere il rinfrescamento desiderato. I modelli non inverter (detti anche on/off) erogano subito la massima potenza di cui necessitano, aumentando dunque i consumi. Controllare anche i fluidi utilizzati e propendere per i modelli che utilizzano R134, R407C e R410A.
Prima di acquistare un condizionatore, conviene pensare già a dove installarlo per non trovarsi brutte sorprese, quindi consigliamo di prendere le misure per bene. Stesso dicasi della manutenzione, che deve essere messa in pratica da subito. Sia per lo split sia per il compressore esterno, è meglio lasciare un po’ di spazio intorno per favorire la circolazione. La “valigia” dovrebbe essere riparata dalla luce diretta del sole. I consigli pratici suggeriscono di non lasciare aperture inutili nell’ambiente da condizionare per evitare sperperi. D’estate meglio tenere le tapparelle abbassate e/o gli scuri chiusi. La temperatura interna non dovrebbe superare i -7 gradi rispetto a quella esterna per non sovraccaricare. Per quanto riguarda la manutenzione, consigliamo di pulire il filtro ogni due settimane così da avere sempre la massima efficienza e i minori consumi; far controllare i fluidi una volta all’anno per non perdere in efficienza e controllare la stabilità dell’elemento esterno.
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