L’inquinamento luminoso è un fenomeno in netta ascesa, che sta coinvolgendo regioni sempre più ampie. La sua crescita è stata ampiamente documentata dagli scienziati dell’Università Complutense di Madrid, i quali hanno creato un progetto denominato “Città di notte” in cui sono state raccolte immagini catturate dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Il risultato è allarmante, visto che l’inquinamento luminoso sta coinvolgendo sempre più persone in tutto il mondo e portando con sé importanti cambiamenti, sia per l’uomo che per gli animali.
Oltre l’80% della popolazione mondiale vive in regioni in cui il cielo notturno è inquinato dal bagliore delle luci artificiali. Questo fenomeno si manifesta, in particolar modo, in Europa e negli Stati Uniti, dove l’intensità delle luci non permette di vedere la Via Lattea, rispettivamente, al 60% e 80% della popolazione.
Il fenomeno dell’inquinamento luminoso è tale per cui in alcuni luoghi le persone non sperimentano mai condizioni simili a quelle della vera notte. Infatti, il crepuscolo artificiale è talmente luminoso che ai loro occhi risulta difficile adattarsi alla visione notturna. Questo è l’esempio di Singapore, nazione che detiene il record mondiale del peggior inquinamento luminoso.
Invece, tra i paesi del G20, l’Italia è la nazione ad avere la percentuale più elevata di territorio inquinato dalla luce artificiale. Secondo le foto scattate, oltre il 41% del nostro territorio supera la soglia, impedendo di vedere la nostra galassia.
Ma quali sono i motivi per cui l’inquinamento luminoso è cresciuto negli ultimi anni? Gli scienziati portano all’attenzione il fatto che l’attuale passaggio dalle lampade al sodio a quelle a LED abbia determinato un notevole aumento dell’inquinamento luminoso nella parte blu dello spettro, a parità di luce prodotta. Inoltre, si stima che entro il 2020, i LED verranno impiegati per il 70% di tutta l’illuminazione. Tutto ciò si traduce in aumento dell’inquinamento di due o tre volte, fenomeno che sta già portando seri rischi per per esseri umani ed animali.
Ad esempio, buona parte della popolazione mondiale a non utilizzare più la visione notturna, quella in cui entrano in gioco i bastoncelli. Non solo, vi sono effetti negativi anche per gli ecosistemi degli animali notturni e per i cicli del sonno degli essere umani.
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Quindi, per invertire questa tendenza, l’unico modo sembra essere quello di rendere i sistemi di illuminazione pubblica più smart. Una delle possibili soluzioni riguarda la diminuzione dell’intensità delle luci, quando non sono necessarie, che oltre a portare un risparmio economico permetterebbe di diminuire l’inquinamento luminoso. Nel prossimo futuro, l’obiettivo è quello di invertire questa tendenza e rendere le nostre città più intelligenti e rispettose della notte.
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