Una rumorosa class action chiede che lo stato americano della California bandisca iPhone 7 e, in generale, tutti gli altri smartphone di Apple. La motivazione di questa richiesta così pesante? La causa presentata lo scorso giovedì alla Los Angeles County Superior Court dalla MLG Automotive Law va a dichiarare che il colosso locale aveva tutta la tecnologia sin dal 2008 per prevenire che gli utenti utilizzassero lo smartphone durante la guida, soprattutto per inviare messaggi di testo, ma non ha mai messo in pratica brevetti come quelli del 2014 e, dunque, ha una certa responsabilità incidenti anche gravi. Scopriamone di più.
Nell’eterna lotta tra contenuto e contenitore, per decretare fin dove arrivano le responsabilità del secondo e dove invece spazia quella del primo, giunge questa singolare class action contro Apple, che questa volta dovrà vedersela in casa. Proprio in California è stata infatti la MLG Automotive a presentare questa causa presso la Los Angeles County Superior Court. Come già specificato e semplificato: Apple viene accusata di non aver messo in pratica la tecnologia che già poteva disporre sin dal lancio del suo primo melafonino per evitare che gli utenti inviassero messaggi di testo mentre guidano un’auto.
Si può anche leggere che, nonostante ci fosse un brevetto per questa funzione che esisteva già dal 2014, Apple non l’aveva mai sfruttato perché sarebbe stata svantaggiata nei confronti degli altri produttori che non avrebbero utilizzato la stessa limitazione. Si stima che 1.5 milioni di persone messaggino mentre guidano sulle strade nazionali americane ed è stimato in sei volte più pericolosa questa pratica rispetto a essere alla guida sotto l’effetto dell’alcol con 312 morti all’anno e 52.000 incidenti provocati.
Ecco il riepilogo della scheda tecnica di iPhone 7:
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