Foto ExpressVPN
Siti internet, portali di e-commerce, e-mail, applicazioni di messaggistica. Sono moltissimi i canali da cui può arrivare un attacco hacker, con malware pronti a colpire sfruttando ogni vulnerabilità dello smartphone, che ormai da qualche anno è il bersaglio preferito dai pirati informatici.
E considerando la quantità di dati sensibili conservati sul telefono (applicazioni bancarie, password, identità digitale, ecc.), il rischio di prendere un virus è assolutamente da scongiurare. Come? Innanzitutto installando un antivirus valido e adottando alcune good practice, come diffidare di e-mail sospette e verificare sempre la provenienza delle applicazioni prima di installarle.
Sono tante attenzioni a rendere più sicuro il proprio smartphone, ma anche risorse meno note al grande pubblico come i servizi di VPN (Virtual Private Network). Con una rete privata virtuale la privacy viene mantenuta con la massima semplicità: basta connettere il telefono a un server sicuro per procedere comodamente alla navigazione senza il rischio di essere spiati.
Grazie a tunneling e crittografia, le VPN nascondono l’identità dell’utente, assegnandogli un diverso indirizzo IP. Inoltre i dati relativi alla navigazione diventano indecifrabili per hacker, enti governativi e persino per il provider dei servizi internet.
Si tratta quindi di uno strumento indispensabile quando si ha la necessità di connettersi a reti non sicure, come un Wi-Fi pubblico, e in generale quando si è all’estero. In questo secondo caso, oltre alla protezione dei dati, il vantaggio di provare una VPN è dato dalla possibilità di navigare esattamente come nel Paese di residenza.
Senza contare l’opportunità di aggirare il geo-blocking, consentendo quindi l’accesso a contenuti bloccati per il nostro Paese. Allo stesso modo, sfruttando le potenzialità di una rete virtuale, è possibile evitare le limitazioni alla larghezza della banda e i blocchi spesso imposti da ISP e reti Wi-Fi.
Se oltre alla navigazione web si desidera criptare le comunicazioni scambiate con le applicazioni di messaggistica, la soluzione più efficace è usare le funzioni implementate da Signal. Un’alternativa a WhatsApp e Telegram che prevede la possibilità di effettuare chiamate e inviare messaggi crittografati.
Essendo meno diffusa dei competitor, l’opzione Signal rischia in alcuni casi di essere inutilizzabile. Come piano B c’è l’attivazione di servizi di riconoscimento facciale, o lettura dell’impronta digitale, per l’autenticazione a WhatsApp. In questo modo si imposta un ulteriore filtro per l’accesso alle conversazioni.
Con Telegram invece il livello di protezione aumenta attraverso una password che impedisce la visualizzazione delle chat ai malintenzionati. Attivarla è facilissimo: basta modificare le impostazioni di privacy e sicurezza.
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