Shuttle robotico X-37B atterrato dopo oltre un anno nel completo mistero

Shuttle robotico X-37B atterrato dopo oltre un anno nel completo mistero

Shuttle robotico X-37B è atterrato portando a termine la seconda missione segreta: ancora massimo riserbo sui compiti del mini-shuttle altamente tecnologico

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    shuttle x37b

    Il misterioso Shuttle X-37B-OTV-2, un velivolo spaziale automatizzato dell’aviazione militare americana Usaf, è atterrato dopo oltre un anno nel completo mistero: non si sa bene quali tecnologie includa (di sicuro sono avanzatissime), che diavolo abbia fatto in orbita e soprattutto quale sia l’obiettivo di una delle missioni spaziali più oscure degli ultimi anni. Di sicuro, sappiamo solo che è partito il 5 marzo 2011 e che è atterrato alla base militare altrettanto top-secret di Vandenberg in California dopo 468 giorni, 13 ore e due minuti. E’ stato definito come il “più innovativo e tecnologicamente avanzato mezzo spaziale” dalla stessa USAF e già si sospetta che abbia recentemente spiato da vicino la nuova stazione spaziale cinese Tiangong-1 grazie a un’opportuna deviazione dell’orbita negli scorsi mesi, con alcuni passaggi tatticamente ravvicinati. Cosa nasconde e come si comporta questo fulgido esempio di tecnologia misteriosa?

    Era partita il 5 marzo 2011 la seconda missione di X-37B lo specialissimo mini-shuttle robotico e altamente hi tech messo a punto dall’aviazione militare americana Usaf. Anche in questo caso vige il massimo riserbo nei confronti di uno strumento di alta ingegneria, del quale si conoscono le dimensioni e qualche piccolo dettaglio tecnico ma niente più. Appare proprio come uno Shuttle in miniatura senza però finestrini visto che non deve accogliere personale umano ma solo strumentazioni, sensori, videocamere e chissà cos’altro. Il suo volo è automatizzato e c’è la possibilità di controllarlo da Terra.

    Lo Shuttle robotico X-37B marchiato Usaf è lungo 9 metri e ha un’apertura alare modesta di 4,5 metri. Così come il cugino della Nasa (attualmente in orbita per il suo terzultimo viaggio), richiede un razzo per lasciare la Terra, poi può rientrare da solo al suolo.

    In questo caso è stato lanciato da un Atlas-V.

    Volando alla velocità di 7,7 chilometri al secondo, può piazzarsi all’altitudine desiderata per utilizzare la strumentazione segreta, probabilmente anche come test per tecnologie ancora sperimentali. Piccola curiosità: per evitare lo stesso problema dell’atterraggio del primo X-37B, gli penumatici saranno gonfiati a ben 15 atmosfere. X-37B è rimasto in orbita un anno e tre mesi e tra le varie innovazioni ha testato la bontà dello scudo termico di nuova generazione che lo ha protetto durante il rientro dalle temperature superiori ai 1600 gradi causate dall’attrito con le fasce alte dell’atmosfera.

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