Facebook vs Google: Zuckeberg pagava stampa e blog per denigrare i rivali

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facebook google mark zuckerberg

Facebook aveva intrapreso una campagna denigratoria nei confronti di Google: come portato alla luce dalle più importanti agenzie di stampa americane, Mark Zuckeberg aveva messo su una sorta di pool di PR (responsabili per le Pubbliche Relazioni) per gettare fango sui rivali di Mountain View. Una vera e propria strategia per screditare Google e i suoi servizi, che può non entrando direttamente in competizione con quelli sociali del sito blu stanno andando sempre più a cozzare su un obiettivo comune. L’egemonia sul web. Ora il rischio è che Facebook subisca un duro contraccolpo per la figuraccia.

Secondo quanto raccontano molte prestigiose firme americane, tra cui anche USA Today come potete leggere in fonte, Facebook avrebbe ingaggiato una serie di blogger e giornalisti per scrivere articoli, post, interventi su forum e approfodimenti contro Google.

Se fosse confermato sarebbe una mossa davvero subdola e poco confortante, ma allo stesso tempo confermerebbe che sul web valgono le stesse regole e si adottano gli stessi stratagemmi riscontrabili nella vita reale. Come due aziende – quali sono – Facebook e Google si scontrano a quanto pare anche con colpi sotto la cintura.

Il focus degli articoli denigratori era la privacy, guarda caso uno dei punti dolenti proprio di Facebook: nel centro del mirino anche la società di PR chiamata da FB per la campagna, la Burston-Marsteller. Uno dei suoi responsabili è stato scoperto mentre cercava di convincere il blogger Chris Soghoian, esperto in sicurezza sul web, a scrivere un post di denuncia nei confronti di Google e più specificamente della privacy su Gmail che offrirebbe la possibilità di essere violato facilmente.

Fonte | USA Today

Ven 13/05/2011 da Diego Barbera

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Ddf 16 maggio 2011 09:40
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Uomo di M*rda devi morire

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Sandro 19 maggio 2011 16:21
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guarda, sicuramente le aziende che sono state screditate agiranno per vie legali. la mia riflessione è questa: chi pensa ai nostri dati sensibili che vengono venduti a peso d’oro da facebook a terzi, questo sì che mi fa inc****re e non poco!

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