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Suonerie: mazzata dall’Antitrust, finalmente

Servizi di Download Suonerie azzoppate da una severissima ondata di multe dell’Antitrust che ha giustamente punito i vari gestori e distributori per pubblicità ingannevole. Tempi duri per Virgola e soci, speriamo che i giorni di vacche grasse siano agli sgoccioli.


E per vacche grasse intendiamo proprio i consumatori, non ce ne vogliano. Il commercio delle suonerie e dei contenuti per cellulari vive sull’ingenuità della gente. Ma di suo ci mette tanta fuffa intorno per vendere (anzi regalare) la merce. Basta a spot dove si parla di “gratis” dove invece si spendono fior di euro.

Perché scaricare un album di mp3 da Emule e allo stesso tempo pagare un brano-suoneria anche 5 euro? Contraddizioni del mercato che potrebbe drasticamente cambiare. L’accusa è quella di pratiche commerciali scorrette e le multe sono pesanti, anche se solo in apparenza.

Facendo un riepilogo delle mazzate inflitte:
  • Tim-Telecom Italia: 640.000 euro
  • Vodafone: 560.000 euro
  • Wind: 480.000 euro
  • H3G Italia: 155.000 euro
  • Zeng: 55.000 euro
  • Zed Italia 95.000 euro
  • Buongiorno 115.000 euro
  • Dada.net 125.000 euro

Sembrano tanti, ma possono essere paragonati al guadagno di pochi giorni con tali servizi. Una goccia nell’oceano visto che il commercio di contenuti per cellulari è uno dei più floridi degli ultimi anni e non conosce crisi alcuna. E’ uno dei pochi che continua a sponsorizzare spot TV, Radio e su Internet (anche su Tecnocino, ovviamente).
 

 
Il funzionamento dei servizi di suonerie è molto semplice. La prima canzone è solitamente gratuita, ma si deve tenere conto del costo di download e soprattutto dei numeri ai quali si deve telefonare che molto spesso sono quelli fantomatici a tariffazione salatissima. Per non parlare del fatto che la prima suoneria scaricata vale come consenso per la sottoscrizione di un abbonamento che da quel momento porterà alla ricezione di molte altre canzoni a prezzi alti.
 

La pubblicità quasi sempre dice tutto, scrive tutta la pappardella di asterischi in carattere microscopico sul fondo contando sul fatto che buona parte dell’utenza ascolta solo la parola “gratis” e non ci pensa su. Comportamento sleale che per questo è stato punito.

Finirà qui? Ma non scherzate, questo tipo di “truffe” più o meno legalizzate continuerà sempre. Le multe sono in conto, non faranno certo spaventare la strategia commerciale. Chi sarà il prossimo Virgola? Ecco il nostro punto sulla suoneria dell’insopportabile gattino.
Diego Barbera

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