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Il pianeta extragalattico agonizzante racconta il nostro futuro

HIP 13044 B è il nome dato a un “immigrante” della nostra glassia, la Via Lattea. La sua natura è particolarissima perché non solo è il primo caso osservato e studiato di esopianeta entrato da una a un’altra galassia, ma questo corpo celeste grande circa quanto Giove può offrirci una drammatica previsione, un’anteprima del destino della nostra amata Terra. HIP 13044 B è infatti agonizzante, ruota in modo ellittico intorno a una stella morente (HIP 13044) e presto sarà fagocitato dalla sua espansione proprio come succederà anche al nostro pianeta quando il Sole arriverà alla fine della propria vita. Nel video sopra, possiamo ammirare una rappresentazione artistica della nuova scoperta.


Negli ultimi 15 anni, gli studiosi hanno isolato circa 500 pianeti orbitanti in un sistema simile a quello solare, ma tutti riguardavano la Via Lattea. Nel caso di HIP 13044 B invece, ci troviamo di fronte a un esempio tutto nuovo. Con la sua massa circa 1.25 volte quella di Giove, il pianeta fa parte della corrente stellare Helmi, che un tempo era inclusa in una galassia poi sbranata dalla nostra 6-9 miliardi di anni fa.

A una distanza di circa 2000 anni luce, HIP 13044 B è stato osservato in direzione della costellazione meridionale della Fornace, grazie al telescopio MPG/ESO di 2.2 metri ad alta risoluzione a La Silla (guarda video) sull’altopiano cileno che hanno resistito bene al recente terremoto estivo. HIP 13044 B è sopravvissuto all’espansione massiccia della sua stella avvenuto dopo l’esaurimento delle scorte di idrogeno, ora è diventata una stella rossa gigante, ma sta bruciando l’elio e pulserà nuovamente fagocitando la nuova scoperta.


Anche perché HIP 13044 B è molto vicino alla stella, nel punto più prossimo della sua orbita ellittica si trova a meno di 0.055 volte la distanza tra Terra e Sole. Un anno dura soltanto 16.2 giorni. L’osservazione continuerà – come raccontato su Science Express – visto che offrirà un’occasione unica di studiare cosa avverrà al nostro sistema solare in un futuro lontanissimo.
Diego Barbera

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