Il blocco di Internet in Egitto costerà caro all’ex-presidente Hosni Mubarak che si è visto recapitare una maxi-multa da ben 30 milioni di dollari che andranno aggiungersi ad altri 60 che colpiranno i responsabili dell’azione di cyber-crimine organizzata nientemeno che dallo Stato prima della deposizione dei vertici. Si tratta di una decisione di epocale importanza, che va a colpire una delle nazioni che (non per prima) aveva individuato nella rete la valvola di sfogo e il principale mezzo di comunicazione del popolo in rivolta. E’ stato creato un pericoloso e decisivo precedente?
L’allora presidente Hosni Mubarak aveva deciso di oscurare la rete cellulare e Internet per evitare la comunicazione via SMS, email e dai social network come Facebook e Twitter soprattutto. Per questo è stato multato dal suo ex-paese per 30 milioni di dollari.
Più pesante la sanzione per l’ex Ministro dell’Interno Habib al-Adly che dovrà pagare 37 milioni di dollari, mentre l’ex Primo Ministro Ahmed Nazif se l’è cavata con 5 milioni di dollari. Gli operatori nazionali e internazionali operanti in Egitto, come Vodafone, tagliarono in modo coatto le comunicazioni.
C’è chi vede in questa decisione il primo passo verso la consegna del premio Nobel per la Pace a Internet (anche grazie alle informazioni rivelate da WikiLeaks) proprio per l’azione nei confronti della rivoluzione del Nord Africa, tuttora in corso.
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