Il gruppo hacker degli Anonymous ritorna a farsi sentire: i cybercriminali, dunque più che altro cracker, hanno nuovamente attaccato i database dell’FBI, che ormai è diventata la “palestra” e la vetrina di queste organizzazioni. Dopo l’annuncio di Lulzsec che intende presto abbandonare la scena, invitando però i colleghi a continuare nelle scorribande, gli Anonymous non hanno di certo atteso troppo. Solamente 24 ore e poi giù nuovamente con intrusioni e furti di informazioni a colpi di clic. Devono però stare attenti, i Governi non sono più impreparati come un tempo.
Gli i LulzSec annunciavano “Ci ritiriamo, proprio nel giorno dell’anniversario di George Orwell di 1984, ma gli altri gruppi continueranno il nostro lavoro“. Pochi ci credono, di sicuro i colleghi pirateschi hanno preso questo pretesto per accelerare le intrusioni nei server più eclatanti.
E’ stata nuovamente l’FBI la vittima sacrificale dell’associazione che ha superato le barriere protettive andando a rubare informazioni sensibili, documenti e liste riservate proprio a proposito degli hacking online. Si parla di risorse di sicurezza, persino di lettere pre-compilate per richiedere informazioni su un cliente a un provider.
Oltre al danno pure la beffa dunque per l’FBI che viene violata in un settore che si occupa proprio delle intrusioni online. Nel puro spirito canzonatorio e irrisorio degli Anonymous, che sono stati associati da subito agli attacchi al Playstation Network. I Governi e le grandi società, nel frattempo, si stanno attrezzando, chiamando a sé anche i “pentiti”, riusciranno a difendersi?
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