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Apple preme sui fornitori di Asus: o noi o loro

Apple avrebbe esercitato forti pressioni sulle aziende manifatturiere asiatiche per convincerle a schierarsi in modo deciso: Cupertino vorrebbe che scegliessero uno e un solo partner per la produzione di componenti. E ovviamente l’azienda californiana mira a ottenere l’esclusività della catena di montaggio. Una decisione che avrebbe anche un’altra conseguenza: si possono usare tante parole, ma lasciando perdere eufemismi è qualcosa di molto simile al boicottaggio. Insomma della serie “Scegli, o noi o loro, non puoi più produrre per entrambi perché i prodotti sono troppo simili“. L’azienda in questione sarebbe la Pegatron, che confeziona Macbook Air e recentemente anche l’ultrabook Asus Zenbook.

A riportare questa voce è il quotidiano cinese China Times, che racconta di come Apple starebbe esercitando forti pressioni sull’azienda manifatturiera Pegatron affinché si schierasse in modo deciso. Attualmente collabora sia con Apple principalmente per la linea di produzione di Macbook Air sia con Asus per quella dell’ultrabook Zenbook. Due dispositivi abbastanza simili – notebook ultrasottili, dal design accattivante e potenti – di sicuro concorrenti. Per Pegatron sarebbe una decisione difficile perché si priverebbe dell’affare Asus, che ovviamente passerebbe a un rivale come la Compal o la Wistron (altre aziende che producono per le grandi firme), già dal prossimo marzo. Pegatron deve decidere in fretta essendo nella rosa dei produttori fidati di Apple, che gli ha commissionato la produzione nientemeno che del misterioso iPad 3 (o iPad 4G). Altre voci danno l’abbandono di Asus da parte di Pegatron già sicuro, ma mancano conferme ufficiali.
 

 
Ma quanto sono simili Asus Zenbook e Apple Macbook Air. Esteticamente la somiglianza è lampante, soprattutto con la vista di profilo (foto su). Sono entrambi portatili che fanno della leggerezza e della sottigliezza le proprie fondamenta. Ma passiamo a un confronto tecnico. Sono disponibili sia con diagonale da 11 sia con 13.3 pollici. Iniziamo dal modello maggiore che parte con una risoluzione 1600×900 pixel per Asus e 1440×900 pixel per Apple. Il processore montato è lo stesso, un Intel Core i5 2557M da 1.7GHz con 4GB di Ram a corredo. Identica anche la memoria interna: una SSD da 128GB o 256GB. Il peso premia Asus, 1.3kg contro 1.35kg, lo spessore Apple per 17 mm contro 17.5 mm. Il compartimento porte vede Asus con una USB 3.0, una USB 2.0, poi Micro HDMI, VGA Micro e lettore SD Card; Apple risponde con due USB 2.0, lettore schede SD e ingresso Thunderbolt per trasferimenti lampo. Entrambe le batterie offrono 7 ore di autonomia. I prezzi? Asus parte da 999 euro, Apple da 1260 euro per i modelli da 13.3 pollici. il confronto tra modelli da 11.6 pollici parte subito con una medesima risoluzione di 1366×768 pixel, stesso processore Intel Core i5-2467M a 1.6GHz con 4GB di Ram, memoria SSD da 128GB (Apple offre anche il taglio da 64GB), stesse porte dei 13.3 pollici, batteria da 5 ore di autonomia per entrambi e peso e spessore che premiano Apple. 17 mm contro 17.5 mm e 1.08kg vs 1.1kg. I prezzi: 999 euro di partenza per Zenbook, 957 euro per Macbook Air.
 
Intanto gli affari di Apple vanno a gonfie vele. Con una liquidità record e un fatturato superiore persino a quello di intere nazioni come ad esempio il Belgio, Cupertino conferma la leadership nel settore smartphone sul mercato di casa. Negli USA Apple domina, come raccontato dal report di Cisco (Global Mobile Data Traffic Forecast), che sottolinea un aspetto curioso “In questo momento esistono più smartphone che cittadini americani“. Numeri record anche per il settore software con il servizio di cloud computing iCloud che tocca i 100 milioni di utenti, che possono condividere file e documenti da un dispositivo all’altro senza cavi e senza attese. Apple è in vetta alla classifica mondiale di produzione di smartphone (dati Gartner) con 35.46 milioni di unità nell’ultimo quarto commerciale davanti a Samsung (34 milioni). Tanta luce con qualche zone d’ombra che inizia a schiarirsi per il gigante californiano.

Diego Barbera

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