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Apple ritorna ecologica e ritorna al programma EPEAT

Apple ritorna ufficialmente sui propri passi e annuncia di rientrare nuovamente nel programma Electronic Product Environmental Assessment Tool alias EPEAT ossia il famoso registro che certifica il livello ecologico dei prodotti di una società. Una decisione indispensabile per non perdere il posto nell’elenco della fornitura di computer e dispositivi presso enti governativi, agenzie federali, scuole ed università. Un mercato che non si poteva assolutamente perdere visto che genera fior di milioni di dollari ogni mese grazie alle richieste di questi enti. Sul sito ufficiale di Apple è stato scritto da Bob Mansfield, senior vice president di Apple di hardware engineering, che la società di Cupertino ha preso in considerazione i feedback delusi di clienti e opinionisti e ha riconosciuto l’errore rientrando tempestivamente nel programma.


La decisione di Apple di abbandonare il programma di certificazione EPEAT (Electronic Product Environmental Assessment Tool) è stata immediatamente considerata da molti blog e organi di stampa come una mossa anti-ecologica da parte del gigante di Cupertino. In realtà questa è una visione superficiale di un abbandono che poco c’entra con il rispetto dell’ambiente dato che il motivo principale riguarda la struttura dei prossimi prodotti di Apple, soprattutto i notebook della serie Macbook. D’altra parte già il Macbook Pro da 15 pollici con schermo Retina Display non partecipava al programma, perché? Perché questa certificazione EPEAT richiede che i prodotti possano essere facili da smontare e dividere in pezzi così da essere semplici da riciclare una volta giunti a fine vita. Una richiesta che quel Macbook e probabilmente anche i prossimi non potranno soddisfare.

Le grandi accuse mosse contro Apple da parte di certa parte della stampa sono dunque poco accurate. E’ sicuramente vero che Cupertino non ha mai brillato per la volontà di seguire le indicazioni degli organi dedicati, inoltre latita a metà classifica nello speciale ranking stilato da Greenpeace. Tuttavia in questo caso l’abbandono del programma di certificazione ecologica EPEAT non dipende da un differente punto di vista sull’ambiente quanto sulle richieste minime per ottenere il bollino. Più specificamente sulla struttura dei dispositivi.

Il nuovo Macbook Pro da 15 pollici con schermo Retina Display è stato il primo prodotto a non partecipare al programma e farà così da apripista per i futuri. Lo ha confermato l’associazione EPEAT (Electronic Product Environmental Assessment Tool) stessa: “Siamo rammaricati del fatto che Apple non presenterà più i propri prodotti per il vaglio del sistema di certificazione EPEAT, speriamo tornerà presto a fare parte dei brand che sottoporranno i propri dispositivi alla nostra attenzione”. La speranza, è da chiarire, potrebbe quasi sicuramente cadere nel vuoto perché difficilmente Apple ritorna sui propri passi.

La decisione sembrava necessaria: i prossimi prodotti potrebbero puntare tutto su una struttura così miniaturizzata nei componenti (saldati e incollati per di più) e così sigillata nella scocca che sarebbe impossibile ottenere il certificato dato che sono assai difficili da smontare. Questo ovviamente non significa che dalle parti di Apple utilizzino materiali dannosi per l’ambiente. La scelta sarà sicuramente stata pensata a lungo: uscendo dal programma EPEAT, di fatto, Apple si è auto-eliminata anche dall’elenco di fornitura di prodotti elettronici per il governo americano, che è sponsor dell’iniziativa e che richiede il “bollino” per entrare nella lista. Un mercato importante che viene abbandonato insieme al programma, sintomo che qualcosa di grosso bolle in pentola per il futuro e per controbilanciare questa decisione. Poi il dietrofront.
Diego Barbera

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