FIFA 14 vs PES 2014, chi vince? Qual è il migliore gioco di simulazione di calcio? Queste domande rimbalzano nella testa degli appassionati di videogame che devono – come ogni anno – scegliere tra una e l’altra proposta. Se, per l’amor del vero, gli utenti che rimangono fedeli sono tantissimi, sono altrettanto numerosi i gamers più o meno accaniti che non ragionano per partito preso. Quale gioco acquistare quest’anno? Domanda difficilissima, che accoglie risposte inevitabilmente soggettive, ma possiamo isolare ciò che un titolo offre in più o in meno rispetto all’altro e dunque venire incontro alle richieste.
Se vogliamo assegnare l’oscar di migliore gioco di calcio a quello che vende di più allora FIFA è stabilmente in testa alla classifica da anni, ma non sempre e non necessariamente chi produce maggiori volumi può essere considerato in modo matematico il migliore. FIFA è prodotto dagli americani di Electronics Art mentre PES dai giapponesi di Konami, il primo uscirà settimana prossima, il secondo è già acquistabile. Il prezzo cambia e pende a favore di FIFA che costa 49.98 euro contro i 69.98 euro del rivale. Inoltre, piccola curiosità: Messi cambia trincea e passa dai nipponici agli statunitensi come uomo copertina.
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Cosa mette sul piatto PES 2014? Un motore grafico tutto nuovo, chiamato Fox Engine, che è costato milioni e milioni di dollari di investimento ripartendo da zero con la progettazione. Un esempio pratico: i giocatori si muovono praticamente tutti in modo diverso perché impostano il movimento in base ai parametri fisici come il peso, l’altezza e l’abilità. Nel caso dei supercampioni, saranno riproposte anche le movenze perfettamente ricreate. Cambiano anche i contrasti tra giocatori che dipenderanno sia dai parametri fisici sia dall’abilità del gamer stesso. In questo senso si tende ad abbandonare un gioco più “spensierato” e si accoglie una maggiore strategia: dovrà essere tutto ragionato.
In generale cambia anche il “sole” attorno al quale il gioco ruota. Ed essendo che le stelle sono sferiche, non è un caso che si passi a considerare il centro dell’universo il pallone e non più il giocatore. Basta giocarci una prima volta per accorgersene subito e appurare che il pallone non è più un’entità impalpabile e quasi “scontata” ma il vero obiettivo e fulcro del gioco. Il vero limite di PES? Come al solito una disponibilità di licenze, nomi e marchi inferiore rispetto a FIFA: non mancano Champions League, Europa League, Copa Libertadores e Copa Sudamericana, c’è pure la Champions League, ma manca la Premier League ufficiale e anche la Serie A Tim, presenta un logo diverso. Come buona notizia c’è il ritorno della Modalità Campionato e del Mondiale per Club. Però non si potrà giocare sulle future console Xbox One e PS4.
Sarà invece compatibile anche con le console next-generation, FIFA 2014 che dalla sua offrirà una serie impressionante di extra che forse i puristi alla fine non hanno mai ritenuto così importante e fondamentale, ma che – nel suo animo tipicamente americano – la franchigia di EA ha sempre ampliato con contenuti sempre più ricchi. Troviamo così una colonna sonora zeppa di nomi celebri, così come ben 30 stadi e 33 campionati con licenza ufficiale. Se l’anno scorso il gioco sembrava “lento” nel senso fin troppo realistico e con una capacità di controllo che alcuni utenti hanno ritenuto addirittura esagerata, l’obiettivo di quest’anno è stato velocizzare e rendere tutto più fluido e godibile. D’altra parte è sì una simulazione, ma deve alla fine divertire. La fase difensiva diventa così più snella (in contrasto a PES 2014 che compie il percorso inverso). In generale sembra si impiegherà sempre meno tempo a imparare a gestire al meglio PES rispetto a FIFA e dunque il primo è più consigliato a chi vuole giocare in modo più spensierato (ma non troppo) mentre il secondo ai fanatici del realismo più spinto. Di sicuro il prezzo più abbordabile, l’apertura alle nuove console e una maggiore quantità di licenze sorride di più a FIFA. Sulla carta. E voi, di che partito siete?
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