Dal 16 dicembre chiude Google News in Spagna per via delle nuove regolamentazioni dovute alla legge sul copyright. È una situazione del tutto inedita per il colosso californiano, che si vede costretto a spegnere la sua sezione spagnola per evitare di dover pagare milioni di euro per sfruttare i diritti di proprietà intellettuale, che diventerà ufficiale dal 1 gennaio. Richard Gingras, numero uno di Google News, spiega: “Dovremmo versare un compenso anche per ogni piccolo frammento di news riportata, indipendentemente se le redazioni lo richiedono o no. Visto che non generiamo ricavi visto che non mostriamo pubblicità, questo approccio non è sostenibile. Con grande dispiacere siamo costretti a rimuovere gli editori spagnoli da Google News e chiuderemo Google News Spagna“.
Google News è da tempo al centro delle polemiche degli editori che chiedono un compenso per i contenuti che vengono aggregati. Senza contare il controaltare ossia i ricavi che vengono generati dai visitatori che da Google News arrivano sulle testate e che, altrimenti, non avrebbero mai visitato la pagina. C’è un precedente emblematico, in Belgio.
13 maggio 2011 – Il Belgio è la bestia nera di Google News: il servizio di aggregazione di notizie online è infatti perseguito a Bruxelles dal 2007 per via di una condanna a favore del gruppo editoriale CopiePress. Il motivo è sempre il solito: nel contenitore di news di big G apparivano link verso siti che non desideravano fare parte del progetto e che dunque si sono lamentati chiedendo danni per violazione dei diritti d’autore. La cifra richiesta, assai ingente, che Mountain View doveva pagare per ogni giorno nel ritardo di rimozione dei link si è abbassata da 1 milione tondo tondo a 25.000 euro al dì. Ma è partito il secondo round della querelle, con gli editori che ritornano a fare guerra a testa bassa. Tutto è iniziato nel 2007 quando il gruppo editoriale CopiePresse – che riunisce a sé diversi giornali e portali in francese e tedesco – fece causa contro Google News reo di aver indebitamente inserito i siti stessi come fonti nel contenitore. CopiePresse vinse e ottenne il risarcimento di un milione di euro per ogni giorno di ritardo nella rimozione dei link. Google rispose facendosi forte della possibilità di poter rimuovere facilmente una fonte da News, del diritto di link e spiegando come, con opportuni sistemi, diventare invisibili ai ragni del motore di ricerca. Niente da fare, a parte l’abbassamento della multa da 1 milione a “soli” 25.000 euro al dì. Non paghi, gli editori hanno rilanciato: sono ritornati indietro fino al 2001 (agli albori di Google, ecco la sua storia) denunciando tutti i contenuti indicizzati senza chiedere il permesso e archiviati o rilanciati su Google News sin dal 2006. Una situazione pesante che riporta alla mente il recente scontro tra Google e Rupert Murdoch, come finirà?
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