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Categories: Gadget

Horus, assistente indossabile per i non vedenti

Un gadget da indossare costantemente che possa monitorare il mondo reale, analizzarlo e fornire indicazioni ai non vedenti. Ci hanno pensato e ci stanno lavorando gli italiani di Horus Technology, startup che ha avviato una campagna di finanziamenti per Horus. Questo gadget può essere usato da chiunque e fornisce istruzioni vocali tramite conduzioni ossea in modo da ridare ai disabili visivi un’indipendenza che hanno ormai perso.


L’italiana Horus cerca fondi per il suo assistente indossabile per i non vedenti. La startup è stata fondata da Saverio Murgia (CEO), Luca Nardelli (CTO) e Benedetta Magri (business developer) e si è prodigata nella creazione di un apparecchio che potesse essere di aiuto alle persone con disabilità visive. Nello specifico, Horus è un gadget indossabile che si tiene all’orecchio e che analizza l’ambiente circostante per offrire poi all’utente informazioni vocali, che vengono trasmesse tramite la conduzione ossea, così da non mettere in pericolo l’udito con un auricolare. Horus Technology ha avviato una campagna di finanziamento che, nel momento in cui scriviamo, ha raccolto più d 26.500 euro, oltre i 20.000 euro prestabiliti come obiettivo.

Cos’è Horus e come funziona, lo spiegano direttamente i responsabile sulla propria pagina: “Montato su un qualsiasi paio di occhiali, Horus osserva la realtà, la comprende e la descrive alla persona, fornendo informazioni utili (attraversamenti pedonali, lettura di testi, riconoscimento di volti e di oggetti) in maniera discreta e al momento opportuno. Sfruttando la conduzione ossea, l’udito della persona non ne risulta penalizzato (cosa che avverrebbe con l’uso di un auricolare) ed è possibile sentire il dispositivo anche in contesti rumorosi”. Niente più cani per ciechi: l’obiettivo di Horus è quello di dare indipendenza alle persone con disabilità visive. Come spiegato, non sarò necessario connettere Horus a uno smartphone o a un altro dispositivo né sarà necessario connettersi alla rete cellulare.

L’assistente indossabile Horus è diviso in due parti: la prima, quella che viene appoggiata all’orecchio, contiene i sensori visivi necessari per la raccolta dei dati; la seconda, separata e che si può tenere in tasca, contiene la batteria e l’unità centrale di elaborazione dei dati. Le prime unità finanziate saranno consegnate all’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti, per poter essere testata e di aiuto a una manciata di persone.

Massimiliano Di Marco

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