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Google MODE, lo smartwatch modulare

Google ha recentemente depositato il marchio MODE, che riguarda un particolare progetto nell’ambito dei dispositivi indossabili, in particolare gli smartwatch. L’azienda di Mountain View è da sempre interessata nei confronti dei dispositivi indossabili, soprattutto se si considera la crezione del sistema operativo Android Wear, specificatamente pensato per questo mercato. Scopriamo, quindi, più in dettaglio che cos’è Google MODE e come verrà realizzato il primo smartwatch modulare al mondo.

Google è sempre più interessata al mondo dei dispositivi indossabili. In particolare, il gruppo di Mountain View desidera realizzare un dispositivo indossabile a proprio nome, come già accade con la gamma smartphone Nexus.

Questa indiscrezione giunge da un nuovo marchio depositato da Google presso l’USPTO (United States Patents and Trademark Office). Il potenziale smartwatch modulare si chiamerà Google MODE, il cui logo può essere direttamente ricollegato al design di un “orologio intelligente” con display circolare. Infatti, la “O” del logo è perfettamente circolare, mentre la D potrebbe rappresentare un cinturino o accessorio.

Sta di fatto, che la crezione di uno smartphone targato Google potrebbe essere il primo risultato derivante dall’acquisizione di Wimm Labs, risalente al 2013. Per il momento, da Mountain View non giungono indiscrezioni, ma il marchio depositato sembra poter essere veramente ricollegato a un potenziale smartwatch. Inoltre, il fatto che avrà un design modulare può essere ricollegato all’interesse di Google nei confronti di BLOCKS, startup fondata e finanziata da Intel.

Un altro indizio giunge dalla documentazione depositata, che si rierisce a cinturini e bracciali, accessori per orologi e connettori. Quindi, se da un lato Google sembra essere pronta a far debuttare uno smartwatch ad-hoc, forse con design modulare, dall’altro è necessario la Google I/O 2016, che si terrà dal 18 al 20 maggio. Quindi, non resta che aspettare per scoprire ulteriori indiscrezioni che sicuramente giungeranno nelle prossime settimane.

Alberto Marini

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