Natale 2016

40 anni fa lo sbarco sulla Luna: intervista a Achille Judica Cordiglia

40 anni fa lo sbarco sulla Luna: intervista a Achille Judica Cordiglia

Intervista esclusiva a Achille Judica Cordiglia protagonista 40 anni fa di una lunghissima diretta da Torre Bert per la Radio Svizzera Italiana dello sbarco sulla Luna

da in Innovazioni Tecnologiche, intervista, luna
Ultimo aggiornamento:

    Achille Judica Cordiglia è una persona straordinaria, ci ha accolti nella sua casa di Ciriè settimana scorsa, là dove il lavoro di Torre Bert non si è mai fermato, continuando ad ascoltare e registrare le voci dalle missioni spaziali. 40 anni fa con il fratello Giambattista ha seguito per la Radio Svizzera lo sbarco sulla Luna, ecco il suo ricordo con tante imperdibili divagazioni.

    Achille è un ragazzo di vent’anni nato nel 1933, i suoi occhi sono illuminati d’intelligenza, la sua passione è rimasta intatta. Ha il pregio inestimabile dell’entusiasmo. Con il fratello Giambattista ha registrato km di nastri magnetici sin dallo Sputnik 1, passando per la Laika, John Glenn e tutte le missioni umane nello spazio. E poi ci sono anche i cosmonauti perduti, quelli che non hanno fatto più ritorno sulla Terra, ma ne parleremo in un secondo momento.

    La sua casa di Ciriè ti accoglie con l’imponente radioscopio da 8 metri di diametro (lo “Scopio”) che troneggia in giardino, sempre in funzione per ascoltare ancora oggi non solo le nuove missioni ma anche i vecchi satelliti che ritornano periodicamente a far sentire i loro bip bip. In un pomeriggio abbiamo raccolto materiale per decine di articoli ed è solo una frazione di tutto ciò che c’è da sapere sulla fantastica storia dei fratelli Judica Cordiglia. Ritorneremo a Torre Bert, anche con una videocamera.

    Achille, come ricorda quella notte dello sbarco?
    “E’ stata una diretta lunghissima dalle otto di sera alle otto di mattina, senza stacchi, alla villa di famiglia (la Bertalazona a San Maurizio Canavese NDR) avevamo allestito una sala stampa per i giornalisti, uno spazio per un piccolo pubblico e una tavola rotonda aperta alla discussione con esperti che intervenivano in tempo reale. Da Lugano veniva trasmessa la diretta sulla Radio Svizzera di lingua italiana e il pubblico poneva domande che ci venivano girate man mano”.

    E il momento dell’allunaggio?
    “E’ stato incredibile – e qui la commozione diventa troppo forte – un’emozione indescrivibile. Ancora adesso mi emoziono e ho i brividi a ricordare quell’attesa, ora dopo ora, lo scandire del tempo e di ogni istante finché Armstrong ha comunicato ‘Houston, qui Base della Tranquillità, l’Aquila è atterrata’. Si è alzato un applauso fortissimo da parte di tutte le duecento persone presenti”.

    E i preparativi?
    “Avevamo una grande responsabilità per la diretta radio con la Svizzera, non potevamo sbagliare niente. Mio fratello Giambattista era completamente sudato, per fortuna tutto è funzionato a dovere sia i collegamenti con Voice of America e ABC sia la ricezione diretta dei segnali dalla Luna. Abbiamo captato distintamente il “Go for landing”. Abbiamo vissuto su due piani diversi la “Notte della Luna” sia su quello scientifico sia su quello personale. Ci eravamo preparati con scrupolo nei giorni precedenti controllando le frequenze, gli strumenti, ricalcolando i tempi di volo e il ruolino di marcia”.

    Vi alternavate al microfono?
    “Sì, io mi occupavo del racconto e delle informazioni, Giambattista della parte tecnica: avevamo in gestione una radio di stato! Abbiamo raccontato dell’entrata in orbita lunare, lo sgancio del Modulo Lunare da quello di Comando e la discesa verso la superficie”.

    Il vostro libro Dossier Sputnik – “…questo il mondo non lo saprà…” si chiude idealmente proprio nel ’69?
    “Sì, ci sembrava giusto far concludere la storia con lo sbarco sulla Luna, anche se la nostra attività non si è mai fermata. Fra 3-4 settimane uscirà una seconda ristampa del libro (Ed. Vitalità) che sarà però ampliata con l’aggiunta di qualche capitolo in cui si approfondirà il discorso sullo spionaggio e sulla nostra visita alla Nasa… la piccola Nasa ossia Torre Bert dalla grande Nasa”.

    In quel pomeriggio della scorsa settimana Achille Judica Cordiglia ci ha parlato però di uno dei temi principali del libro ossia la parte dedicata ai cosmonauti perduti. Ma oggi è protagonista la Luna e l’intervista si chiude qua. Prestissimo vi parleremo anche di quest’aspetto (con tanto di file audio che Achille ci ha gentilmente passato) insieme ai tanti altri imperdibili racconti di questo pezzo di storia vivente.

    Per altre informazioni, ecco il sito ufficiale di Giambattista Judica Cordiglia

    Per acquistare il nuovo libro Banditi dello Spazio – Dossier Sputnik 2 di Achille e Giovanni Battista Judica Cordiglia, potete visitare il sito ufficiale dell’editore Minerva Medica, prezzo di copertina 20 euro

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