Gli sconti di Groupon al centro delle critiche online

Gli sconti di Groupon al centro delle critiche online sia da parte degli utenti sia da parte degli fornitori spesso messi in grave difficoltà

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    Gli sconti di Groupon al centro delle critiche soprattutto sui social network: l’anno 2011 si chiude con il malcontento dei milioni di fruitori e fornitori del più celebre servizio di fruizione di offerte e di promozioni. Sono sempre più frequenti le segnalazioni di esperienze non così all’altezza delle aspettative e i consumatori con sconto Groupon sono spesso e volentieri messi in secondo piano rispetto agli utenti che pagano il prezzo pieno. Ma soprattutto per la difficoltà dei fornitori che si vedono costretti a soddisfare un numero esagerato di prenotazioni rispetto agli accordi iniziali. L’amministratore delegato di Groupon, Andrew Mason, fa orecchie da mercante e commenta affermando che è sempre possibile richiedere un rimborso.

    Groupon è un portale divenuto molto famoso in questi ultimi 18 mesi visto lo sbarco in Italia: nel resto del mondo, USA in primis, aveva debuttato con un grande clamore. Una partenza eccellente che aveva attirato le attenzioni della stessa piovra di Google. Ma nonostante la maxi-offerta di ben 6 miliardi di dollari, Groupon ha gentilmente rifiutato e così è immediatamente diventato chiaro quale fosse il suo incredibile valore.

    Ma dopo circa due anni di attività, sono tanti gli utenti che si lamentano delle esperienze non così entusiasmanti. Si paga poco, molto meno del prezzo pieno, vero, ma non si ha lo stesso trattamento degli utenti normali. E così c’è chi si lamenta per pranzi troppo light al ristorante oppure di un grande ritardo nell’erogazione dei pagamenti ai fornitori stessi.

    Una situazione difficile soprattutto per i commercianti che hanno aderito a Groupon e che ora si trovano travolti da prenotazioni e costretti a rifiutarle visto che si è largamente superato il tetto preventivato, spesso oltre le cinque/dieci volte, con il risultato che da promozione per il locale diventa un vero e proprio suicidio commerciale.