Natale 2016

Google Drive con 5GB sulle nuvole, come funziona? [VIDEO]

Google Drive con 5GB sulle nuvole, come funziona? [VIDEO]

Google Drive è il nuovo servizio di cloud computing gratuito con una capacità di 5GB sulle nuvole per combattere Dropbox, Skydrive e iCloud

da in Gmail, Google, Social Media, Software, Cloud Computing, gratis
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    Google Drive è finalmente diventato da poche ore, che cos’è? E’ uno speciale servizio di cloud computing per l’archiviazione online libera e veloce di documenti e file di ogni formato e estensione, che proverà a combattere in modo frontale il re di questi portali ossia Dropbox. Funzionerà da subito mettendo gratuitamente a disposizione un totale di 5GB di memoria (un buon dato, ma non esagerato), che potranno essere ampliati ovviamente a pagamento fino a un massimo di 16Terabyte. Sarà accessibile da tutti i dispositivi fissi e mobile dei sistemi operativi più popolari e diffusi. Ma scendiamo nei dettagli del nuovo servizio con costi e funzionamento.

    Google Drive è ufficialmente svelato dopo i rumors della settimana scorsa e sarà la piattaforma di punta di Mountain View per il cloud computing. E’ la moda del momento e offre la possibilità di utilizzare server remoti “sulle nuvole” per archiviare i propri file, alleggerendo gli hard disk del dispositivo utilizzato e potendo accedere ai documenti e file in modo semplice e immediato da praticamente qualsiasi luogo del mondo. Inoltre questa tipologia di servizi permette di condividere facilmente i files stessi con amici e contatti. L’esempio più lampante è Dropbox, ma recentemente anche i grandi colossi hanno offerto la loro variante come Amazon, prima ancora Microsoft con l’ottimo Skydrive (che offre la capacità migliore, 25GB) e Apple con iCloud dedicato a tutti i suoi dispositivi.

    Mancava solo Google, ma ha recuperato subito il terreno perso con Google Drive che si apre al download come applicativo per computer con Windows o Mac OS (ma non per Linux, ahi) e per smartphone e tablet Android e fra poche settimane anche per Apple iOS. A differenza di quanto si era ipotizzato, non potrà funzionare offline dunque senza connessione di rete, ma richiederà sempre di essere sul web. Se si vorrà editarli da scollegati si dovrà necessariamente avere questi files in formato Google Docs, salvandoli nella cartella apposita che l’app creerà sul nostro hard disk, un po’ come già fa Dropbox, nessuna novità.



    Ci sono un totale di 5GB di memoria gratuita per Google Drive che si aggiungono ai 10GB per Gmail (capacità aumentata, vedi video sopra) e 1GB per Picasa (che però, stranamente, non comunica direttamente con Drive permettendo di trasferire e archiviare le foto, ma perché?). Se si necessita di più spazio è possibile pagare un micro-abbonamento di 2,49 dollari al mese per ulteriori 25 GB, 4,99 per 100 GB e così salendo fino a 799 dollari per 16 TB, una quantità ideale per aziende.

    Sarà possibile caricare file singoli con dimensione massima di 10GB.

    Si segnala già qualche contro. Oltre alla non comunicazione con Picasa c’è anche la mancanza della possibilità di condivedere pubblicamente un link (a differenza di Dropbox) se non passando da Google Plus. L’ennesima mossa per cercare di portare più gente a un social network di ottime potenzialità, ma non esploso. Non mancano i pro: visto che è stato confezionato dal search engine più famoso al mondo, il motore di ricerca interno è velocissimo e preciso, molto più dei rivali, sarà possibile ordinre i file per formato oppure per tag apposti. Verranno riconosciuti anche foto di luoghi e oggetti riconosciuti dal software Google Goggles, così ad esempio se si ricercano documenti e foto su New York appariranno anche le foto scattate alla Grande Mela. Di più: grazie alla tecnologia Ocr (Optical Character Recognition) saranno riconosciuti anche i testi all’interno dei file non testuali. Insomma, un gran bello strumento. Ecco la pagina ufficiale, sarà gradualmente reso disponibile per tutti gli utenti.

    Infine il nome, Drive non ha niente a che vedere (nonostante si possa pensare) con il mondo dei motori, dove Google è molto attiva, come testimoniato dalla recente dimostrazione dell’automobile che guida da sola, tanto da essere “pilotata” senza problemi da un non vedente.

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