Le Olimpiadi di Sochi 2014 viste dalla ISS, nello spazio

Le Olimpiadi di Sochi 2014 viste dalla ISS, nello spazio

La Stazione Spaziale Internazionale fotografa in una sola immagine tutti i giochi olimpici invernali di Sochi 2014 in Russia

da in Innovazioni Tecnologiche, iss, Sochi 2014
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    sochi olympics iss

    Spettacolare foto delle Olimpiadi di Sochi 2014 presa dalla ISS ossia dalla International Space Station che orbita intorno alla Terra. Da un’altitudine superiore ai 300 km quindi – a tutti gli effetti – dallo spazio, l’occhio delle fotocamere reflex con super zoom ha immortalato la location dei giochi olimpici invernali russi. In un solo scatto sono raffigurate tutte le strutture vicine al Mar Nero dunque gli impianti di risalita e di discesa, i palazzetti, il villaggio olimpico e quant’altro. Una foto che passerà alla storia e che permetterà anche di ricordare ciò che poi – una volta terminati i giochi – sarà quasi completamente smantellato.

    ISS rover
    La ISS (Stazione Spaziale Internazionale) ancora al centro di un esperimento tecnologico molto interessante: con un progetto promosso dalla European Space Agency (ESA) e NASA è stato possibile controllare un rover (vettura radiocomandata) proprio dall’orbita. Per compiere la prova, l’astronauta Sunita Williams ha sfruttato un notebook sulla ISS e soprattutto la tecnologia chiamata Disruption-Tolerant Networking (DTN) che è in via di perfezionamento per l’invio di dati e informazioni da Terra allo spazio e viceversa soprattutto per le missioni a lungo raggio. Per capirci: il protocollo DTN potrebbe ritornare molto utile quando (e se) si andrà su Marte dato che è stato progettato per resistere alle interferenze causate dalle tempeste solari. Come funziona? La tecnologia DTN funziona circa come Internet creando un network di nodi che fungono da punti di connessione dati per ovviare alle abnormi distanze dello spazio. I dati e le informazioni sono archiviate da nodo a nodo così se ci fosse un’interruzione nulla andrebbe perso. E per testare la bontà della tecnologia si è appunto condotto l’esperimento della guida dallo spazio di un rover sulla Terra. A proposito di esperimenti, date un’occhiata alla foto qui sotto.

    Ardbeg_whisky

    Un esperimento davvero particolare sta per interessare la ISSInternational Space Station – ossia la stazione spaziale internazionale: si trasformerà infatti in una distilleria per produrre whisky. No, l’allegria degli astronauti in orbita non c’entra, si tratta proprio di un progetto scientifico che vuole studiare come si comporta il processo di maturazione e di distillazione in condizioni di scarsa gravità. Si utilizzerà malto preso dalle distillerie Ardbeg grazie alla collaborazione con il laboratorio del dottor Bill Lumsden che lavora da anni in Scozia, sull’isola di Islay, per ottenere uno dei migliori whisky al mondo, realizzati sin dal 1798. L’obiettivo è quello di studiare le molecole dei cosiddetti terpeni e la loro reazione a un ambiente del tutto differente da quello all’interno dell’atmosfera. La distilleria Ardbeg è una delle migliori al mondo, con una tradizione che dura dal 1798 sull’isola di Islay in Scozia in un ambiente protetto e con condizioni perfette per ottenere il miglior malto e soprattutto il miglior whisky.

    Ma come può avvenire e soprattutto con quali risultati la distillazione di malto in condizioni di gravità pari quasi a zero come sulla Stazione Spaziale Internazionale? Per scoprirlo, qualche mese fa sono stati spediti alcuni campioni a bordo della navetta Progress, che si è agganciata automaticamente alla ISS in autunno. Ma solo ora si conoscono i particolari di questo esperimento. E’ stato l’International Science Center di Edimburgo in Scozia a raccontare del progetto in corso affermando che la distillazione sarà lasciata agire per due anni. L’elaborata strumentazione a bordo della Stazione Spaziale Internazionale vigilerà sul processo andando a osservare come agiscono i terpeni ossia le molecole che vengono direttamente coinvolte nel processo di distillazione del malto per la produzione della bevanda alcolica. Un esperimento fine a se stesso? Affatto, c’è infatti l’interessamento e il supporto della società NanoRacks LLC che si occupa di nanotecnologie e che con i risultati di questa esperienza potrà trarre importanti indicazioni sulle future lavorazioni industriali non solo per prodotti alimentari ma anche per profumi. Chissà se poi si assaggerà il whisky a gravità zero? Difficile, sarà tutto portato a terra e analizzato con cura. Non è l’unico esperimento curioso e poco conosciuto a bordo della Stazione Spaziale Internazionale che funge anche da “vigile” del traffico marittimo internazionale grazie ai suoi sensori. A proposito di ISS, non perdetevi la nostra videointervista a Paolo Nespoli, che proprio lassù ha passato sei mesi che hanno appassionato l’Italia e i social network.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Innovazioni TecnologicheissSochi 2014 Ultimo aggiornamento: Martedì 31/05/2016 10:26
     
     
     
     
     
     
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