iPhone diventerà illegale in Italia?

iPhone verrà messo al bando in Italia? Un recente disegno di legge presentato al Senato, a firma dell'onorevole Quintarelli, ha acceso un dibattito in rete a livello italiano e internazionale

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    iPhone diventerà illegale in Italia?

    Un disegno di legge presentato al Senato, a detta di alcuni, vuole far diventare iPhone illegale in Italia. All’interno del disegno di legge presentato dall’onorevole Quintarelli è presente un articolo che tocca il tema dei sistemi “chiusi” e delle pratiche discriminatorie dei produttori. La notizia che iPhone potrebbe essere messo al bando in Italia, in un primo momento è circolata online sui siti italiani e stranieri, per poi essere smentita dallo stesso Quintarelli. Andiamo alla scoperta dei motivi per cui il disegno di legge in questione non renderà iPhone illegale in Italia.

    Online si è alzato un polverone nei confronti dell’articolo 4 del disegno di legge 2484, firmato da Stefano Quintarelli e pronto per essere calendarizzato in Senato. Secondo alcune interpretazioni, il disegno di legge renderebbe illegale iPhone in Italia. Come diretta conseguenza, la notizia sta circolando in rete, anche su siti web internazionali.

    iPhone non verrà messo al bando in Italia

    iPhone illegale Italia

    Analizzando rapidamente il disegno di legge, in particolare l’articolo 4 presente qui sotto, potrebbe trasparire la volontà di obbligare le aziende di dispositivi elettronici ad offrire agli utenti la possibilità di caricare software di terze parti sui propri dispositivi.

    “Gli utenti hanno il diritto di reperire in linea, in formato idoneo alla piattaforma tecnologica desiderata, e di utilizzare a condizioni eque e non discriminatorie software, proprietario o a sorgente aperta, contenuti e servizi leciti di loro scelta. Gli utenti hanno il diritto di disinstallare software e di rimuovere contenuti che non siano di loro interesse dai propri dispositivi, salvo che tali software siano previsti come obbligatori da norme imperative o siano essenziali per l’operatività o per la sicurezza del dispositivo, delle reti pubbliche di comunicazioni alle quali si connette o dei dati gestiti dal dispositivo. È comunque vietata ogni disinstallazione effettuata al solo fine di consentire al dispositivo di funzionare in violazione di norme imperative”.

    Il nesso tra software di terze parti ed iPhone è un risultato derivante dal pensiero di Apple. Negli ultimi anni, l’azienda di Cupertino ha realizzato veri e propri ecosistemi chiusi, scelta che, secondo gli ingegneri di Apple, permette di avere un maggior livello di sicurezza.

    Tuttavia, Apple non ha nulla da temere dal disegno di legge firmato dall’on. Quintarelli. L’attuale versione di iOS, per iPhone, iPad e iPod Touch, permette di disinstallare le app di sistema non fondamentali al funzionamento del sistema operativo, e offre la possibilità di installare programmi senza dover necessariamente passare dall’App Store e senza effettuare jailbreak. Quest’ultima attività viene realizzata, principalmente, in ambito aziendale con la creazione di software ad-hoc.

    Qualora ci fosse un vero e proprio rischio, la più esposta al disegno di legge è sicuramente Google, visto che le Google Apps non sono rimovibili da uno smartphone o tablet Android, senza i permessi di root.

    Infine, l’onorevole Stefano Quintarelli ha ribadito come questo provvedimento non includa il blocco dell’importazione dei dispositivi, bensì le sanzioni previste dal decreto (articolo 6) sono di diversa natura e non sono automatiche.

    Come è possibile comprendere, se il disegno di legge dovesse trasformarsi in legge, nessun dispositivo, iPhone incluso, verrebbe bandito dal mercato italiano. Dall’altro lato, i consumatori avranno qualche tutela in più, grazie ad un mercato ancor più regolamentato.