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L’atmosfera di Venere ricreata in una stanza-laboratorio

La chiamano Venus Chamber ed è proprio una sorta di stanza-laboratorio che ricrea alla perfezione la composizione chimica, temperatura e pressione dell’atmosfera del pianeta Venere. Pur essendo più lontano dal Sole rispetto a Mercurio è molto più caldo e le sue condizioni sono da vero inferno. Per questo motivo, anche se è più vicino alla Terra rispetto a Marte, la sua osservazione “interna” è più difficile, proprio per via dell’atmosfera estrema. La sonda sovietica Venera 13 è riuscita a sopravviverci per poco più di due ore, con questa stanza si testeranno materiali e tecnologie per missioni con maggiore probabilità di successo.

Venere è il secondo oggetto più luminoso del cielo notturno dopo la Luna, con una magnitudine apparente di -4,6 e il massimo della brillantezza al tramonto o all’alba. Per questo motivo viene anche conosciuto come Stella del Mattino o della Sera. Inoltre è possibile anche osservarlo in pieno giorno, con il Sole. La sua osservazione è importante visto che per dimensioni e massa è il pianeta più simile alla Terra. Ma se Marte (molto più piccolo e più lontano) presenta condizioni abbastanza tranquille e temperature gestibili, Venere è un inferno, con tanto di strane formazioni meterologiche.
 
L’atmosfera è infatti dominata dal biossido di carbonio per il 96.5% e solo per il 3.5% dall’azoto che invece compone buona parte di quella terrestre. L’effetto serra è spaventoso e per questo motivo tutti gli oceani del pianeta sono presto evaporati e la temperatura si aggira intorno a valori di 460 gradi celsius e la pressione è circa 89-92 volte maggiore rispetto a quella della Terra. Tutti questi dati raccontano perché le sonde inviate per l’osservazione sono sopravvissute per un respiro. Venera 13 – lanciata dall’allora Unione Sovietica – ha vissuto per 127 minuti prima di soccombere. Ma con la Venus Chamber si cercherà di ovviare alla situazione.
 
La stanza ricreerà infatti le stesse condizioni di Venere con temperatura, pressione e composizione chimica. Così si potranno testare tecnologie, materiali e sistemi per provare a riprendere un discorso interrotto tre decenni fa. Questo speciale laboratorio renderà anche possibile ricreare le condizioni di altre zone del sistema solare come Marte, Saturno o Giove. Sarà dunque di grande utilità per la fase di progettazione e sviluppo. Sperando di non perdere poi tutto il lavoro con una messa in orbita disastrosa come la sonda marziana russa.

Diego Barbera

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