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Google Earth fai da te con foto da palloni sonda e aquiloni

Google Earth è uno dei software più amati perché grazie alle sue foto permette di esplorare la Terra da grandi altitudini, in alta definizione e a colpi di mouse con un’interfaccia semplicissima. Queste immagini arrivano soprattutto dai satelliti che orbitano intorno al nostro pianeta, ma sono diversi gli scatti che sono stati salvati da aerei appositamente attrezzati. Per abbattere i costi e aprire al contributo del popolo del Web, Google sta però promuovendo l’invio di foto “fai da te” ottenute con un pizzico di spirito DIY (Do it by yourself), utilizzando palloni sonda e persino aquiloni per portare le fotocamere a una buona quota. Ecco come funziona il progetto.

Google Earth si apre dunque al contributo di tutti gli utenti che vorranno partecipare a un progetto molto interessante. Per non gravare troppo sulla disponibilità di questi volontari, è pronto un kit a basso costo, da circa 100 dollari americani che include un pallone di grandi dimensioni, l’elio per riempirlo, una fune e tutto il necessaire per fissare con sicurezza una fotocamera digitale da portare ad alta quota e soprattutto da recuperare senza che si disintegri, magari per via di una caduta da centinaia di metri d’altitudine. Come raccontato da Google attraverso il blog ufficiale, l’anima del progetto è del Public Laboratory for Open Technology and Science.
 
E’ a questo team che è venuta l’idea di creare un kit a basso costo per permettere a tutti di realizzare una mappatura fotografica di una zona ristretta di territorio con una spesa di 100 dollari. Oltre a tutto ciò che serve per creare il supporto per la fotografia aerea, è fornito anche un tool online chiamato MapKnitter che permette di georeferenziare gli scatti ottenuti così da inviarli poi a Google che potrà inserirli più facilmente e in modo preciso sulla piattaforma Earth e da qui renderli visibili anche su altri servizi come Google Maps. Il Public Laboratory for Open Technology and Science ha già contribuito con Google Earth per fornire immagini che sono state poi implementate nelle ultime versioni del programma.
 
Negli ultimi anni i palloni aerostatici soprattutto sono stati utilizzati per ottenere esperimenti fotografici “spaziali”. Grazie ai palloni sonda più grandi e resistenti è infatti possibile giungere a altitudini anche superiori ai 30.000 metri, dove è possibile percepire la curvatura terrestre e il nero soprastante. Così si è inviato un po’ di tutto: una fotocamera da parte di un gruppo di giovani studenti, videocamere digitali in alta definizione, persino una sedia per uno spot e infine una flotta di smartphone come quelli del progetto – ancora una volta – promosso da Google. Grazie alle ultime tecnologie e un pizzico di ingegno pratico stanno nascendo sempre più progetti interessanti.

Diego Barbera

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