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Beppe Grillo su Twitter: metà dei followers sono Bot? Non è detto

Oltre la metà dei followers (622.000 in tutto) su Twitter di Beppe Grillo è Bot ossia sono utenze fasulle generate dal computer per gonfiare i numeri e aumentare la percezione dell’autorevolezza del comico genovese online: è questa l’accusa del professore dello IULM che ha infatti stimato la percentuale di utenti fasulli attraverso gli strumenti della propria società. Con quale criterio? Veniva considerato bot un utente senza foto di profilo, indirizzo fisico, biografia, con meno di 50 post e 30 follower, doveva usare punteggiatura e hashtag. Da subito l’impalcatura dell’accusa sembrava fragile: quanti utenti veri rispettano questi punti? Più che un attacco a uno degli influencer più importanti in Italia sembra l’ennesima uscita di una persona in cerca di pubblicità gratuita e che per questo motivo non citeremo.

Ricordiamo infatti che Twitter è il social network per eccellenza delle celebrità, che ormai lo utilizzano come sostituto dei comunicati stampa ed è uno spazio dove tutti leggono e pochissimi scrivono, inoltre è stato già osservato come ci si “stanchi” subito di Twitter. Dunque non c’è da stupirsi che addirittura molti utenti abbiano completato l’iscrizione al social network solo per leggere e senza scrivere, caricare contenuti o completare il profilo.
 
Intanto lo scorso giugno, per qualche ora, il blog di Beppe Grillo è stato bloccato dietro attacco da parte di pirati informatici che hanno impedito il corretto accesso ai contenuti del sito del comico. Un attacco che ha colpito ovviamente anche il Movimento 5 Stelle di cui è fondatore e leader-non-leader. Chi è il colpevole di questa intrusione nel blog più letto d’Italia? Gli Anonymous o meglio dire una parte del movimento italiano degli Anonymous, che su uno dei blog ufficiali hanno immediatamente rivendicato l’azione e allo stesso tempo sono stati criticati aspramente da altri componenti del collettivo. E’ poi tornato nella norma, perché è stato attaccato il sito ufficiale di Beppe Grillo?
 
La notizia è circolata nelle ore del pomeriggio dell’8 giugno: il blog di Beppe Grillo era irraggiungibile e lo stesso comico aveva lanciato l’SOS sui propri spazi sociali come Facebook e Twitter chiedendo di sospendere questo attacco informatico che colpiva ovviamente non soltanto la persona singola ma anche il punto di riferimento per il Movimento 5 Stelle. Tuttavia, come si poteva leggere nel post del blog ufficiale degli Anonymous italiani, è stata un’azione ragionata e organizzata proprio per colpire entrambi gli obiettivi con un colpo solo. Grillo aveva però subito gettato acqua sul fuoco: “L’attacco contro www.beppegrillo.it NON è opera di Anonymous. Chiedo aiuto alla Rete, e ovviamente anche ad Anonymous, per identificare il gruppo che ha bloccato il sito“.
 
E’ arrivata pronta la risposta il giorno seguente di Anonymous Italia che aveva specificato che “AnonOps è una rete completamente autogestita il suo fine è mettere a disposizione di ognuno gli strumenti di protesta informatica, nessun utente può garantire del comportamento dell’altro […] Riguardo al recente attacco al blog di Beppe Grillo questo non crea discriminazione alcuna verso minoranze o altro quindi è un’azione che può essere rivendicata da anonymous e come tutte le azioni di anonymous è sostenuta da alcuni ma non da tutti. Aken”. Insomma, una parte del movimento di pirati informatici era d’accordo, un’altra no, ma non andando contro le linee guida generali allora nessuno l’ha ostacolata.
 
Per quale motivo il blog è stato attaccato? E’ stata pubblicata una foto affermando che Grillo “Per più volte ha magistralmente eseguito il saluto romano al suo seguito e ai media, sostenendo la politica di repressione fascista”, è stato sottolineato “l’accesso alle liste sia proibito agli stranieri”, o accusato perché “sostieni la medicina alternativa” o “la devastazione della barriera corallina indotta dalla miseria che è la tua barca”. La chiusa ringraziava per il rumore generato dal Movimento 5 stelle nella politica italiana ma invitava Grillo a lasciare le chiavi nelle mani del cittadino. L’indomani, la situazione si è ristabilita, per quanto? E soprattutto, con quali conseguenze per il gruppo Anonymous? Sul Twitter dei LulzSecITA si è espresso il dissenso: “Mai attaccare nessun media o blog,perchè l’informazione deve essere libera e plurale.Quello che avete fatto è disonore per quelli che sono stati arrestati durante le operazioni di questa estate, complimenti per aver rovinato la nostra reputazione come gruppo“.
 
In questi giorni l’attacco di Marco Camisani Calzolari, che però ha trovato più dissensi che consensi: che si sia d’accordo o meno con lui, Grillo è uno degli influencer maggiori della rete italiana e dunque inevitabilmente è il bersaglio prediletto di ogni genere d’attacco, da quello informatico a quello “mediatico”.

Diego Barbera

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