Prosegue il processo di beatificazione Steve Jobs ancora una volta con una statua, ma in questo caso non troviamo una riproduzione bronzea del co-fondatore di Apple quanto una installazione che si dedica al suo dispositivo più iconico, iPhone. Un gigantesco melafonino nero è stato infatti svelato nella città russa di San Pietroburgo nella giornata di ieri. Non si tratta di una scultura statica, ma dinamica: lo schermo – sì, perché ha uno schermo, vero – mostra foto e video della vita del genio di Cupertino e si può ammirare nel cortile del National Research University of Information Technologies, Mechanics and Optics di San Pietroburgo, appunto. Sul retro c’è anche un codice QR che può essere utilizzato per accedere direttamente al sito-memorial realizzato dall’Università. Non è l’unico caso di omaggio a Jobs.
Steve Jobs se n’è andato lasciando nello sconforto milioni di fan e di appassionati di tecnologia e di prodotti Apple. Per qualsiasi persona che muore si tende sempre a ricordare solo il positivo, figurarsi per l’iCEO che ha appena ricevuto in proprio onore la dedica di una statua in Ungheria e lo scorso 12 febbraio è stato ricordato durante la premiazione dei Grammy a Los Angeles per la sua attività e per aver “rivoluzionato i consumi” non solo degli americani. Di certo l’attività di Apple nel campo musicale ha contribuito in modo consistente alla crescita e allo sviluppo della diffusione e alla fruizione dei contenuti in digitale: sia per quanto riguarda l’hardware con i prodotti dedicati sia nella parte software con gli store, i formati (anche le protezioni) e per ultimo il cloud computing grazie a iCloud e iTunes Match.
I Grammy Awards sono i premi musicali tra i più famosi e prestigiosi del panorama mondiale e raramente sono consegnati a persone che non lavorano in modo diretto nel settore. Tuttavia per Steve Jobs l’eccezione è d’obbligo e si è spesa in occasione della prossima edizione della serata di gala (la 54esima), si è tenuta il 12 febbraio scorso a Los Angeles. La motivazione è quella della “rivoluzione” approntata nel settore digitale musicale. Ma poteva mancare una statua? Ovviamente no: ne è stata appena inaugurata una bronzea firmata dallo scultore Erno Toth nel Campus dell’azienda Graphisoft in Ungheria.
La motivazione è presto raccontata dallo stesso presidente, Gabor Bojar. Non si tratta di un’ammirazione dell’iCEO fine a se stessa quanto di un “grazie” per gli investimenti che Steve ha promosso per lo sviluppo e la crescita di questo colosso dell’informatica. Ecco tutti i ricordi dei colleghi e avversari di Jobs al momento della scomparsa.
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