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Le prime fotografie aeree a inizio ‘900, grazie agli aquiloni [FOTO]

Per ottenere delle fotografie aeree, oggi, non serve molto: una fotocamera digitale (ma anche analogica), un biglietto aereo e un posto al finestrino. Una volta decollati si può scattare liberamente dando sfogo alla fantasia, magari supportati da uno zoom adeguato. Ma a inizio ‘900 ossia ai primordi della fotografia, serviva davvero ingegno e abilità nel fai-da-te tecnologico. Ad esempio George R. Lawrence, guadagnò 15.000 dollari equivalenti a circa 300.000 euro attuali per la sua foto aerea di San Francisco dopo il tremendo terremoto del 1906. Come la ottenne? Appendendo una macchina fotografica opportunamente comandata e modificata a un aquilone di grandi dimensioni. Nella fotogallery qui sopra possiamo ammirare altri esempi da New York a Chicago fino a Kansas City. Ma c’era un altro metodo per fotografare dall’alto…


Un’altra mirabile tecnica arrivava dal fotografo tedesco chiamato Julius Neubronner che aveva escogitato un’idea davvero spettacolare: aveva confezionato una macchina fotografica abbastanza minuta da essere trasportabile da un piccione. E come ha fatto a scattare foto a distanza dato che il pennuto non era ammaestrato abbastanza per premere l’otturatore? C’era chi si era affidato alle mongolfiere, lui ha pensato ai piccioni dato che li utilizzava normalmente per inviare medicinali ai pazienti (era un farmacista, anche). Ha personalmente realizzato una fotocamera in miniatura con alluminio e legno (per abbassare al minimo valore il peso) e ha confezionato una sorta di bretella da fissare al busto dei volatili, opportunamente addestrati per volare e ritornare a casa.

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Una volta preparato il tutto, Neubronner ha portato i piccioni a 100 chilometri di distanza e li ha liberati. I volatili sono poi diligentemente tornati a casa volando a un’altitudine compresa tra 60 e 120 metri. Ok tutto molto bello, ma come è riuscito a azionare l’otturatore della fotocamera senza intervenire personalmente? Ha perfezionato un sistema pneumatico che sostanzialmente riproduceva l’azione del dito sul pulsante a intervalli regolari, ottenendo così una sorta di autoscatto programmato. Le foto hanno permesso a Julius di brevettare l’invenzione, dato che l’ufficio per le registrazioni non era fiducioso sull’effettivo funzionamento della sua idea.

Nel 1909 mostrò poi gli scatti all’Esibizione Internazionale di Fotografia di Dresda, una sorta di antesignano di Photokina, e infiammò la folla facendo volare i piccioni tra gli stand per poi sviluppare le foto e consegnarle ai visitatori come souvenir. A proposito di fotografia della “preistoria” ecco la prima foto in assoluto mai scattata e la prima fotografia a ritrarre un essere umano.
Diego Barbera

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