Dov’è Wally? L’algoritmo per trovarlo

Non riesci a trovare Wally? Hai provato ad utilizzare l'algoritmo sviluppato da un ricercatore dell'Università dello Stato del Michigan? Il risultato è garantito, ma la sfida avrà lo stesso gusto?

Pubblicato da Andrea Toxiri Martedì 10 febbraio 2015

Dov’è Wally? L’algoritmo per trovarlo

Dov’è Wally (o come riporta il suo titolo originale in inglese Where’s Wally ?) è una serie di libri creata da Martin HandFord, illustratore inglese. Ma in cosa consistono questi libri e perché sono così famosi? In ogni libro compaiono delle illustrazioni molto dettagliate dove appaiono molte persone, lo scopo è quello di individuare Wally (o Waldo come è conosciuto negli Stati Uniti e in Canada, mentre Wally nel resto del mondo) un personaggio vestito con una maglia a righe bianche e rosse, cappello e occhiali. Come fare per trovarlo facilmente? La risposta sta in un algoritmo.

Facile? Non è impossibile ma neanche facilissimo e magari qualche adulto è stato messo in difficoltà da un libro per bambini. Il gioco per bambini è diventato qualcosa di serio visto che ha attirato l’attenzione del mondo scientifico, infatti un ricercatore dell’Università dello Stato del Michigan ha sviluppato un algoritmo per individuare velocemente Wally.

Quindi qual è il metodo più veloce per individuare Wally in mezzo a tante persone? Il ricercatore è sicuro: tramite l’apprendimento automatico anche se questo leva il piacere della sfida. L’algoritmo ha dato la soluzione in 5 minuti, basandosi sulla esperienza maturata dagli errori precedenti.

Ad esempio Wally non è mai posizionato in alto a sinistra nella pagina (quindi in questa maniera si riesce ad escludere già una sezione e risparmiare tempo) o in basso a destra (perché è la prima parte che il lettore va a guardare quando gira la pagina). Il ricercatore per arrivare a questo algoritmo ha analizzato tutti i 68 libri di Wally e ha creato una mappatura delle possibili posizioni.

Il ricercato afferma che se viene utilizzato il suo algoritmo Wally verrà trovato più velocemente rispetto a una persona che prova a cercarlo senza seguire l’algoritmo. Io però ho una domanda da fare a te lettore? Ma questo algoritmo serve veramente? Che gusto c’è ad utilizzare una “scorciatoia” per risolvere il gioco?

E’ come quando giocavi ai videogame ed utilizzavi i trucchi che trovavi su internet per finire un livello difficile, si ok sei riuscito a trovare Wally ma non è la stessa cosa. E’ come due persone che vogliono scalare il K2 entrambi arrivano in cima ma uno lo fa con un elicottero e l’altro invece si arrampica il risultato è lo stesso, ovvero entrambi vedono un panorama spettacolare, ma la soddisfazione è differente (secondo te chi avrà maggiore soddisfazione, chi ha scalato la montagna o chi ha usato l’elicottero?).