Paola Ferrari querela Twitter e scatena l’effetto Streisand

Paola Ferrari querela Twitter e scatena l’effetto Streisand

Paola Ferrari querela Twitter e genera un effetto boomerang venendo subissata di tweet irriverenti, il nostro consiglio è dantesco: non ti curar di loro ma guarda e passa

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    La conduttrice sportiva Rai Paola Ferrari ha querelato Twitter per il numero imponente di cinguettii diffamatori ricevuti prima, durante e dopo le dirette dei programmi dedicati ai Campionati Europei di Calcio 2012 di Polonia e Ucraina. E’ stata per diversi giorni tra i trend più popolari e si è presa pesantemente in giro soprattutto per via dell’illuminazione da milioni di watt creata negli studi televisivi, che creava una sorta di atmosfera patinata e levigatrice sul volto della nostra. La querela sta però avendo un effetto boomerang visto che gli sfottò sono aumentati in modo esponenziali, ricreando alla perfezione il modello conosciuto come “effetto Streisand” (vedi sotto). L’hashtag #querelaconpaola conta centinaia di tweet ogni ora e si sprecano articoli ironici su questo fatto, noi di Tecnocino consigliamo alla Ferrari un adagio preso direttamente dalla Divina Commedia, come unica arma di difesa.

    Paola Ferrari ha generato l’effetto Streisand. E’ il termine coniato da Mike Masnick in relazione a una causa del 2003 quando l’attrice Barbra Streisand citò il fotografo Kenneth Adelman e il sito web Pictopia.com chiedendo danni per 50 milioni di dollari dato che la sua abitazione era stata fotografata da un aereo e inserita in una raccolta disponibile al pubblico insieme a 12.000 altre immagini della cosa californiana. Perse la causa e come effetto boomerang tutti visitarono il sito e andarono a vedere la foto incriminata, ma legittima. Allo stesso modo, i tweet “diffamatori” su Paola Ferrari che avevano furoreggiato durante gli Europei erano scomparsi, ma sono ritornati più forti che mai in seguito alla notizia della querela a Twitter.

    Ovviamente questa esplosione di cinguettii e di opinioni può avere il suo lato positivo ma anche il suo lato negativo dato che i diretti interessati dei trend del giorno – soprattutto se, come nel caso della Ferrari, si punta allo sberleffo – vengono letteralmente subissati di frasi spesso pungenti e non propriamente simpatici da leggere.

    L’effetto “gregge di pecore” è da sempre trainante per i fenomeni del web e soprattutto su Twitter dove buona parte degli utenti dà un’occhiata alla classifica dei trend del giorno e si butta nella mischia. In mezzo a questa quantità spaventosa ne escono tweet simpatici e divertenti come ad esempio “La Enel querela la Ferrari” oppure “I Blues Brothers hanno visto la Luce, era la Ferrari“, altri invece sono meno gradevoli e sono la maggioranza.

    I personaggi pubblici si preparino a farsi il callo: Twitter è la grande piazza del popolo dove si parla soprattutto del più e del meno e si lanciano giudizi trancianti per combattere la noia. La querela è un gesto estremo che non porterà a niente, la via migliore è quella suggerita da Virgilio a Dante nel 3 canto dell’Inferno, nel girone degli ignavi: “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa” conosciuto anche come “Non ti curar di loro, ma guarda e passa“. Gli ignavi sono i vili, coloro che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo e che non si schierano. Su Twitter ci si schiera eccome, ma da una parte sola e sempre da quella dei mitragliatori che sparano sulla Croce Rossa. Cara Paola Ferrari, lascia perdere le querele, non curarti dei tweet, nemmeno guardali, ma passa oltre.

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